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La sera delle passioni, delle voci del cuore e di quelle
dell’anima. La sera del ritrovato confronto nei Ds. S’è chiusa
con una decisione unanime: il partito celebrerà il suo
congresso, perché ne ha bisogno. Lo farà il 24 settembre, di
domenica, in coda alla campagna di tesseramento e ad un paio di
incontri preparatori.
La scelta è maturata nel corso di un’assemblea aperta ad
iscritti e simpatizzanti, non molto affollata nè degli uni né
degli altri, svoltasi alla presenza del segretario provinciale,
Mario Franchino. Cronache: l’incontro si apre con l’intervento
di Armando Bloise, coordinatore del comitato di reggenza della
Quercia cassanese. Tra passato e presente, con l’ansia di
riuscire ad agguantare il futuro. <<La nostra – dice Bloise - è
stata una fase precongressuale un po’ lunga ed anomala, legata
all’esigenza di smussare gli angoli che caratterizzavano il
dibattito. Se errori sono stati commessi, non vanno ripetuti. Il
partito ha bisogno di recuperare slancio organizzativo ed una
linea politica quanto più possibile condivisa>>. Porte
spalancate alle riflessioni di chi c’è. Se Vincenzo Guaragna
punta sulla risoluzione dei problemi organizzativi, Mario
Laffusa insiste sulla necessità di ricucire i rapporti tra la
classe dirigente e la base. Carmine Oliveto pigia il piede sul
pedale della critica costruttiva: <<La situazione del partito in
città non è tra le più rosee. I nostri dirigenti non hanno dato
al partito la giusta spinta propulsiva. Serve un taglio col
passato, attraverso un congresso serio: l’unità non può essere
solo un dato numerico>>. Coglie la palla al balzo Federico
Carlucci, già segretario e consigliere comunale diessino: <<Il
congresso andava fatto a tempo debito. No si può negare, oggi,
l’esistenza di problemi organizzativi, rispetto ai quali tante
responsabilità noi tutti abbiamo. Serve un bagno d’umiltà:
dobbiamo lavorare per diventare la guida del centrosinistra ed
evitare che ad ogni appuntamento elettorale riguardante il
Municipio al ballottaggio si lavori per la vittoria di quel
centrodestra che s’osteggia poi nel consiglio comunale>>. È
l’accusa più dura e difficile da digerire: il partito la
digerisce con qualche imbarazzo ed un fitto silenzio. <<Le
analisi retrospettive – prova a reagire Francesco Tricoci – non
servono. È invece utile un tesseramento pulito, per far entrare
nel partito chi oggi ne sta fuori>>. Gli ultimi lampi sono
quelli che sprigionano gli interventi di Giacinto Bloise e
Pasquale Dramisino, assertori della tesi della riorganizzazione
immediata della Quercia. Poi, è tempo di conclusioni. <<Bisogna
parlare ai cittadini attraverso i problemi quotidiani>>, chiosa
Mario Franchino. <<E’ indispensabile trovare un nuovo assetto
organizzativo, scongiurando il pericolo d’una discussione con la
testa all’indietro, perennemente rivolta al passato. La
Federazione lavorerà di concerto con le sezioni presenti sul
territorio, ma chiedo a tutti un atto d’umiltà per svolgere un
congresso che non sia caratterizzato da divisioni e
lacerazioni>>.
È la chiamata alla responsabilità. L’assemblea la accoglie. Il
congresso si terrà il 24 settembre prossimo e sarà preceduto da
una rapida campagna di tesseramento e da un paio di incontri
propedeutici, utili a capire su quali basi politiche il
confronto potrà proseguire in sede congressuale. |