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Prima, per qualche attimo, hanno smesso di funzionare i
microfoni. Poi, un improvviso black out ha lasciato al buio il
palco. Infine, i flash d’un intraprendente fotografo hanno
scatenato la composta reazione della diva. E lei, alla stregua
di Totò facendo della somma il totale, ha rivolto gli occhi del
cielo, quasi a chiedere comprensione, prima di proseguire fino
alla chiusura del sipario, con bravura e tra gli applausi.
È stato caratterizzato da piccoli ma fastidiosi incidenti di
percorso il debutto sibarita di Franca Valeri, a Sibari per
l’apertura delle manifestazioni di “Teatro antico”, la rassegna
teatrale promossa dalla Regione Calabria. Che non tutto sarebbe
filato liscio sembravano quasi annunciarlo i biglietti
d’ingresso alla serata, contraddistinti da un veniale quanto
vistoso errore tipografico che facevano della Santippe socratica
la “vedova Sacrate”. Pochi minuti dopo l’inizio, tocca ai
microfoni, improvvisamente muti. Quindi, a seguire, è la notte a
farla da padrone, con la complicità di un black out. Quando si
riparte, la quiete dura poco. Perché un flash ravvicinato acceca
la Valeri che s’interrompe, esprime disappunto ma poi prosegue
maestosa fino alla fine, stavolta senza altri intoppi.
Spiegazioni per giustificare l’accaduto: tante, tutte
riconducibili a motivazioni tecniche afferenti gli impianti
allestiti dai promotori dell’evento. Impeccabile, invece, la
macchina organizzativa messa in piedi dall’ospitante Comune di
Cassano: almeno su quel versante, tutto è filato liscio. In caso
contrario, sarebbe stata davvero un’immane, indimenticabile
catastrofe teatrale.
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