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Se prima erano in tredici a ballare i valzer di governo, adesso
sono in undici a ballare i valzer di governo. Il definitivo
abbandono della maggioranza da parte dei due consiglieri del Pdm
costringe infatti l’Udc a serrare i ranghi ed a poter contare
esclusivamente sulle proprie forze e sui suoi undici
consiglieri. Una situazione numericamente risicata, cui fanno da
contraltare le scosse d’assestamento che i sismografi politici
registrano dalle parti delle opposizioni di centrosinistra.
Scenari confusi ed in continua evoluzione, agitati ora dalla
decisione di Elvira Gaetani, eletta tra le fila dello Sdi, di
divorziare dal suo partito e passare al gruppo del misto. Unico
l’interrogativo che aleggia in città: cosa farà? Dove andrà? I
boatos, insistenti, la danno in avvicinamento all’Udeur del
consigliere provinciale Luigi Garofalo, ma l’indiscrezione non
trova conferme. <<Sappiamo soltanto, per averlo appreso dalla
stampa>>, commenta Garofalo, <<che la consigliera Gaetani s’è
riservata una pausa di riflessione politica, legando ad essa le
sue scelte future. Penso non si possa che prenderne atto con il
rispetto dovuto ad una decisione strettamente personale>>.
Appena due parole riserva invece alla vicenda Gianni Papasso,
segretario provinciale e capogruppo consiliare della Rosa nel
pugno: <<No comment>>. L’atmosfera che regna nel movimento
laico-socialista lascia però supporre che l’addio di Elvira
Gaetani sia stato vissuto come improvviso ed inatteso, a
dispetto di rapporti pure sempre improntati, par di capire, a
reciproca correttezza e cordialità.
Sarà quel che sarà. Resta la domanda: che farà, Elvira Gaetani?
Sola risposta possibile, la spiegazione del suo gesto, racchiusa
in una dichiarazione di poche righe a corredo delle dimissioni
formalizzate per iscritto: <<Lascio la Rosa nel pugno e aderisco
al gruppo misto poichè ritengo necessario allontanarmi dalle
tesi poco condivisibili dei radicali e perché non ho condiviso
la linea d’opposizione tenuta dal mio gruppo consiliare,
contraddistintosi per la sua politica dell’immobilismo,
piuttosto che per una politica costruttiva e propositiva>>.
Nient’altro. Quel che sarà, si vedrà.
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