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Le
roventi temperature delle ultime settimane, abbinate ad un
elevato tasso di umidità e alle piogge pressocchè nulle,
avrebbero ridotto in ginocchio la fragile economia agricola
della Sibaritide. Come se non bastasse, gli agricoltori sono
ancora in attesa dei contributi dovuti loro dalla Regione
Calabria per la terribile siccità che colpì la Piana nel 2002. A
lanciare il grido di dolore, l’ex consigliere comunale cassanese
ed imprenditore agricolo Domenico Alfano, esponente dell’Unione
degli agricoltori.
<<La Sibaritide – dice Alfano – ha patito, e patirà,
terribilmente le conseguenze dell’ondata di caldo ed afa delle
ultime settimane. Fin d’ora segnaliamo i gravi danni subiti da
aranceti ed ortaggi. Gran parte della produzione agrumicola è
già andata perduta. Se a ciò aggiungiamo i disservizi idrici, e
la corsa alle scorte di gasolio, a cifre da capogiro, per gli
agricoltori il futuro si fa nero. E in tanti potrebbero essere
costretti a consegnare le proprie aziende nelle mani degli
istituti di credito>>. Nell’impossibilità, per gli agricoltori,
di porre un rimedio naturale all’arida estate calabrese, Alfano
chiama in causa le istituzioni, in primis la Regione. <<Ancora
una volta, ci stiano vicini. Si servano di tutti gli strumenti a
loro disposizione per scongiurare una nuova crisi del comparto,
che condurrebbe inevitabilmente alla scomparsa di tante piccole
e medie aziende e ad una contrazione dei livelli
occupazionali>>. Un primo, concreto segnale d’aiuto, lascia
intendere l’esponente dell’Unione degli agricoltori, potrebbe
essere la liquidazione dei contributi legati alla siccità del
2002. <<Siamo ancora in attesa – spiega Alfano – dei fondi
perduti al 40% stanziati a nostro favore per fronteggiare i
danni causati dalla siccità dell’estate di quattro anni fa.
Speriamo che la Regione si muova bene ed in fretta>>. |