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Sulla stabilizzazione dei precari, il Comune non ha fatto quel
che poteva e doveva. E’ quanto sostiene il segretario della
Camera del lavoro di Cassano, Nino Rubini, con riferimento al
processo di stabilizzazione degli oltre 90 lavoratori
socialmente utili e di pubblica utilità in forza al Municipio.
<<Frutto della concertazione – afferma Rubini – è rendere
esigibili gli impegni ed i risultati ottenuti ai tavoli
istituzionali tra le parti sociali. Se ciò non si verifica,
resta il confronto sulle idee, ma nessun beneficio di accesso ai
diritti di cittadinanza viene conseguito>>. Dal generale al
particolare: <<Questo è esattamente quel che è accaduto al
termine della serie di incontri tra la Cgil, i lavoratori e
l’amministrazione comunale. Ribadita l’essenzialità e necessità
dei servizi assicurati da lsu ed lpu – prosegue Rubini – il
tavolo di concertazione aveva prodotto la decisione di aumentare
da 260.000 a 300.000 euro la posta in bilancio per
l’integrazione oraria da assicurare agli stessi lavoratori.
L’approvazione di tale emendamento, inserita nel bilancio
municipale, e l’intesa raggiunta a livello regionale in merito
all’aumento delle ore lavorative, costituiva l’occasione per
l’utilizzo a tempo pieno dei precari>>. Sottolinea il segretario
della Camera del lavoro: <<Giova ricordare come, al riguardo, il
governo regionale abbia mantenuto i suoi impegni e reperito le
risorse finanziarie utili ad offrire un a risposta dignitosa a
migliaia di persone, condividendo l’indispensabilità di avviare
sul tema della stabilizzazione un confronto col il governo
nazionale, al fianco dei sindacati>>. Ed il Comune? <<Non
riusciamo invece a comprendere – chiosa Rubini – perché il
Municipio cassanese non abbia dato seguito agli accordi
sottoscritti e formalizzati in più verbali stesi al termine
delle riunioni con le organizzazioni sindacali>>.
Considerazioni finali: <<Restiamo in attesa di chiarimenti e
risposte>>. |