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Ritirare la delibera con cui il consiglio comunale ha approvato
il piano di salvataggio di Marina di Sibari e, contestualmente,
riaprire il confronto sul destino del villaggio turistico
sibarita.
È quanto chiede, in una nota ufficiale, il circolo cassanese di
Rifondazione comunista. <<Invitiamo il sindaco e la sua
maggioranza – fa sapere la segreteria del “Cosmo Granito” – a
ritirare la delibera adottata nel corso dell’ultimo consiglio
comunale, al fine di aprire un confronto con le forze sindacali
e politiche che intendono offrire il proprio contributo per la
risoluzione dei problemi di Marina di Sibari>>. Aggiungono i
dirigenti comunisti: <<A tal proposito, riteniamo sia necessario
adottare una variante al piano di lottizzazione originario,
senza però cancellare, con un colpo di spugna, le
responsabilità, anche amministrative, di chi ha devastato e
stravolto uno dei volani dello sviluppo turistico del nostro
territorio. Pertanto, invitiamo l’autorità giudiziaria a
definire, una volta per tutte, il contenzioso in atto>>. A
seguire, l’opinione sulle modalità di gestione del villaggio,
con la bocciatura del neonato consorzio. <<Premesso che, in
ossequio ai più elementari principi di democrazia, a scegliere
la forma di gestione dovrebbero essere i residenti del
villaggio, ribadiamo la nostra preferenza per una gestione
quantomeno a maggioranza pubblica, allo scopo di tutelare quegli
utenti che hanno avuto la sventura d’acquistare casa a Marina e
che si trovano a pagare per colpe non proprie. Crediamo che gli
utenti debbano versare un contributo straordinario di durata
limitata nel tempo, cui aggiungere i finanziamenti da ottenere
attraverso canali regionali ed europei>>.
In coda, la rivendicazione: <<Chiediamo con forza che venga
riconosciuta e garantita, come previsto dall’originario piano di
lottizzazione, la natura pubblica degli impianti sportivi e dei
circa 100.000 metri quadrati di verde attrezzato>>.
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