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Una
barca, il mare scuro, il vento forte, le luci della costa appena
visibili in lontananza. Una cima che s’attorciglia attorno
all’elica, il motore che si spegne, la radio che lancia la
richiesta d’aiuto. Quindi il lieto fine, con l’arrivo delle
motovedette della Guardia Costiera. Tutti sani e salvi. Compreso
l’illustre personaggio beneficiario d’un salvataggio come tanti:
Carlo Ancelotti.
Questa è la storia di una normale operazione di salvataggio
compiuta dalla Guardia Costiera. Appare però in cronaca per la
fama che circonda uno dei componenti dell’equipaggio tratto in
salvo. Il racconto. È lunedì sera. L’orologio non segna ancora
le 22. Alla centrale operativa dell’Ufficio circondariale
marittimo di Corigliano, coordinato dal tenente di vascello
Francesco Chirico, giunge una segnalazione. E’ una richiesta
d’intervento proveniente dalla “Katrina 87”, un cabinato a
motore della lunghezza di dodici metri, salpato da Gallipoli e
diretto al porto di Corigliano. Il problema: una cima
galleggiante s’è attorcigliata attorno alle eliche, rendendo
inutilizzabile la forza motrice. Il vento di ponente che spinge
verso il largo fa il resto. La motovedetta Cp 841 molla subito
gli ormeggi e punta la prua verso il mare aperto. Un’ora dopo,
ad un miglio e mezzo al traverso delle spiagge coriglianesi,
l’aggancio del “Katrina 87”. Quindi, il lento ritorno in porto.
Qui, a mezzanotte, si consuma la sorpresa: dal dodici metri,
sottoposto alle necessarie verifiche di efficienza dello scafo e
dei motori, scendono cinque persone. Tra questi,
riconoscibilissimo ed all’evidenza per nulla provato
dall’imprevisto, anche l’allenatore del Milan, Carlo Ancelotti.
La notizia, rilanciata da radio marineria, riecheggia subito in
città, ma per qualcuno non è affatto una sorpresa: sembra
infatti che il Carletto rossonero fosse atteso a Corigliano per
trascorrere un paio di giorni di vacanza, ospite della famiglia
Gattuso.
Vissuta senza particolari patemi la perigliosa avventura
notturna, ieri mattina Ancelotti è stato avvistato in giro per
la Sibaritide. Tappa obbligata ai laghi di Sibari, per conoscere
la Venezia del sud. Si mormora che il conducator dei rossoneri
ne sia rimasto estasiato. Non è escluso possa un giorno farvi
ritorno. Ovviamente in barca. |