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Piazza
del Popolo, Roma. Sale del Bramante, adagiate sulla chiesa di
Santa Maria del Popolo, scrigno delle immortali opere di
Caravaggio. È stata questa la cornice che nei giorni scorsi ha
fatto da sfondo alle tele del maestro Enzo Palazzo, pittore
cassanese invitato ad esporre le proprie meraviglie alla sesta
edizione della Biennale internazionale. La mostra, quest’anno
dedicata all’arte del terzo millennio, ha avuto come ospiti
artisti di diversa provenienza e scuola, uniti dal linguaggio
della pace e della creatività, le cui perle pittoriche sono
state raccolte ed offerte alla visione del mondo intero dalla
pubblicazione di un catalogo dal titolo significativo, “Opera
prima”, resumè visivo dell’estro di 150 espositori, apprezzati
da pubblico e critica. <<La Biennale – commenta ad esempio una
recensione curata dalla presidenza onoraria della mostra,
composta tra gli altri dai maestri Alfio Mongelli ed Ennio
Calabria – ha costituito un momento culturale forte e pregnante,
segno della grande vitalità che pervade l’ars pittorica
italiana>>. Riconosciuta altresì la valentìa del maestro
Palazzo. In particolare, il critico Malì ha definito il dialogo
pittorico del pittore cassanese <<come un percorso assolutamente
autonomo e testimone di una espressività scrupolosa, dove la
fluidità della materia ad olio, stesa con fondamentale
padronanza, illumina i dipinti rendendoli unici, con colori che
spaziano nella misteriosa dimensione di un mondo intimo in cui
trame infinite di sensazioni danno vita ad un’interpretativa
altamente suggestiva>>.
L’arte, antidoto alla barbarie: la lezione del maestro Palazzo.
Gianpaolo Iacobini
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