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Cassano – “Registriamo la grave scorrettezza – per usare un
eufemismo - di un consigliere comunale della Rosa nel Pugno che
sollecita questa Federazione Provinciale ad assumere iniziative
contro il gruppo dirigente dei Democratici di Sinistra di
Cassano Jonio. Consigliamo, prima di stendere certe note, di
valutare con attenzione quanto si va a dichiarare. Ci sorprende
che politici navigati ed esperti avallino questo tipo di
dichiarazioni. Ribadiamo, per accontentare l’incauto
consigliere, che il gruppo dirigente dei Democratici di sinistra
di Cassano opera nella più totale autonomia e legittimità ed in
piena sintonia con la Federazione Provinciale”. Lo scontro tra i
diessini e i socialisti cassanesi si fa sempre più duro. Adesso
entra in campo anche la Federazione provinciale della quercia,
chiamata in causa da Stefano Petrosino, consigliere comunale
cassanese della Rosa nel Pugno. Con una breve nota, appena sette
righe dattiloscritte, la Federazione provinciale diessina prima
“bacchetta” il socialista Petrosino, che, in polemica con i
diessini locali, aveva chiesto ai dirigenti provinciali della
quercia di intervenire e di attivare “tutti i meccanismi
necessari a liberare il partito dagli attuali dirigenti
cassanesi”, poi ribadisce che l’azione politica dei diessini
cassanesi è in piena concordanza con quella della Federazione.
La dirigenza provinciale diessina non si è lasciata sfuggire
l’occasione di dare una “stilettata” a quei dirigenti cassanesi
della Rosa nel Pugno, “politici navigati ed esperti”, che hanno
avallato le dichiarazioni del consigliere Petrosino. Anche
l’unione comunale cassanese “replica” alle dichiarazioni fatte
da Petrosino. I diessini cassanesi, dopo aver preso atto, con
rammarico, che il loro invito “alla serenità e al confronto
costruttivo è caduto nel vuoto” e che “il nervosismo di qualcuno
è oramai sfociato nell’isterismo”, consigliano al consigliere
Petrosino, che loro ricordano membro del direttivo provinciale
dei diesse in quota Riformatori per l’Europa, “di leggere bene
le note prima di firmarle. Non ci spieghiamo come egli –
affermano - talmente convinto della bontà della candidatura del
sindaco socialista dei 4000 voti (purtroppo non sufficienti per
vincere al ballottaggio), ha scelto di competere, nel 2004,
nella lista del senatore Salvatore Frasca, in aperta
contrapposizione a quel candidato”. I diessini, nel sostenere
che “Cassano sa chi negli anni 80 ha combattuto e si è opposto a
una politica scellerata che ha affossato questa comunità e chi,
invece, fu partecipe di quelle scelte per carriere personali e
per bramosia di potere”, si dicono non disponibili a continuare
la polemica con i rappresentanti della Rosa. Loro lavoreranno,
perché Cassano ne ha bisogno, per una coalizione di
centro-sinistra finalmente unita e coesa. “Non possiamo più
permetterci che qualcuno continui a giocare allo sfascio in nome
della eterna, ostinata ambizione di diventare sindaco. Le sorti
della collettività cassanese – concludono - sono più importanti
delle mire personali e personalistiche”.
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