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Agli inizi di novembre, l’ultima retata. Con sette bracconieri
finiti, nel giro d’una settimana, coi loro richiami
elettromagnetici fuorilegge, tra le braccia degli agenti del
Corpo forestale dello Stato. Adesso, nuova puntata
dell’operazione antibracconaggio targata Corpo forestale dello
Stato, con altri due cacciatori di frodo resi innocui e privati
di fucili e cartucce, sottoposti a sequestro giudiziario.
Il racconto ha per protagonisti gli agenti della Forestale in
forza alla stazione di Castrovillari. Di buon mattino, gli
uomini del colonnello Francesco Curcio, comandante provinciale
del Corpo, pattugliano le campagne cassanesi. In contrada “Raganello”,
a Sibari, la loro attenzione viene attirata da un paio di
persone che, sulla spiaggia, s’acquattano tra le fronde d’un
capanno artigianale. Sono in due, entrambi residenti a Caivano,
nel napoletano. Li trovano accucciati nell’improvvisata
postazione di tiro, allestita per dar meglio la caccia a quaglie
ed allodole. Con sè hanno anche uno dei vietatissimi richiami
elettromagnetici, impaccottato in un involucro di plastica per
essere reso invisibile e così nascosto sotto la sabbia.. Morale
della favola: il duo campano viene denunciato a piede libero
alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Castrovillari, con l’accusa di violazione delle leggi sulla
caccia. Sottoposti a sequestro anche due fucili calibro 12 ed il
relativo munizionamento. Sale così a quattordici, da ottobre ad
oggi, nell’ultimo mese, il numero delle persone deferite per
attività venatoria illegale. Nell’arco di un mese e mezzo,
sequestrati anche 16 fucili ed oltre 600 cartucce.
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