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Si racconta che nei giorni scorsi il richiamo all’ordine sia
partito per centinaia di Comuni italiani. Alcuni dei quali,
molti anche nella Sibaritide, gravati da pesanti deficit
finanziari fin qui tenuti nascosti sotto il tappeto ed esortati
ora a far pulizia. Altri, come Reggio Calabria, addirittura
invitati a rifare da principio il bilancio di previsione. Tutti
comunque sollecitati dalla Corte dei Conti a limare, chi più e
chi meno, i propri bilanci. Con l’obiettivo di non mancare
l’aggancio al Patto di stabilità.
Nell’elenco dei Municipi destinatari del suggerimento della
magistratura contabile figurerebbe anche Cassano. La cui
situazione, tutto sommato marginale rispetto a quella degli
Comuni chiamati a rapporto, sarebbe così sintetizzabile: con
riferimento al bilancio di previsione, l’andamento della spesa
sarebbe stato caratterizzato da un’improvvisa impennata. Tale da
lasciar presumere, in mancanza di una rapida inversione di
tendenza, il possibile sforamento dei limiti fissati dal Patto.
A far saltare gli equilibri, somme affatto stratosferiche ma
comunque considerevoli. Tra le quali, ad esempio, le poche
decine di migliaia di euro, anticipate dal Comune per conto
della Regione Calabria, per garantire la corresponsione dei
salari di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, o
la bolletta da circa quarantamila euro pagata per
l’illuminazione di Marina di Sibari, con diritto di rivalsa sul
consorzio “Sibari città del mare”.
Cifre, in sostanza, che dovrebbero presto rientrare nelle casse
municipali, ma la cui uscita dai forzieri è stata intanto
censurata dalla Corte dei Conti. <<Assistiamo ad un
peggioramento evidente della situazione dei conti pubblici>>,
avrebbero tuonato venerdì scorso, durante la conferenza dei
capigruppo consiliari, i gruppi d’opposizione, Margherita in
testa. <<Allarme infondato>>, avrebbero replicato i vertici
dell’amministrazione comunale, lasciando intendere d’aver già
predisposto le contromisure necessarie al ripristino del perduto
equilibrio contabile e spiegando come molte delle voci di spesa
giudicate anomale sarebbero in realtà tali solo in base a
forzature interpretative. <<Come si può sostenere – ha obiettato
qualcuno – che gli emolumenti per i socialmente utili possano
rientrare nel capitolo riservato al personale dell’ente, quando
i salari sono corrisposti dalla Regione ed inseriti nel suo
bilancio?>> Ad ogni modo, s’è premurata di far sapere Palazzo di
città, <<la situazione è sotto controllo>>. Il massimo che
potrebbe capitare, si lascia sfuggire qualcuno, <<è un ritardo
nel pagamento delle forniture, da qui alla fine dell’anno>>. Ma
volgendo l’anno ormai al termine, il rischio è considerato
minimo.
Dubbi e perplessità troveranno comunque una prima risposta nella
prossima seduta di consiglio comunale, dedicata, guarda caso, al
tema dell’assestamento di bilancio.
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