|
Il Comune di Cassano è impegnato a definire le modalità di
affidamento del servizio di raccolta e smaltimento della
differenziata, comunque assicurato dalla “Sibaritide spa” almeno
fino a metà del gennaio prossimo.
È questo il dato che viene da Palazzo di città nel giorno, il 22
novembre, indicato da più parti come termine di scadenza del
rapporto tra il Municipio e la “Sibaritide spa”, società mista
che s’occupa del servizio nell’ambito territoriale ottimale di
riferimento, ovvero il comprensorio dello Ionio cosentino.
<<L’equivoco – spiegano fonti municipali – deriva dal fatto che
la convenzione, di durata quinquennale, è stata sottoscritta nel
novembre del 2001, mentre la sua efficacia e validità, sulla
scorta di specifiche clausole contrattuali, decorre a far data
dal posizionamento dei cassonetti>>. Circostanza certificata e
risalente al gennaio del 2002. Pertanto, così stando le cose,
ogni scelta è rimandata d’un paio di mesi. Quali le prospettive?
<<Di certo – commenta Roberto Bruno , assessore municipale
all’ambiente – non possono dirsi raggiunti gli obiettivi
fissati: si ipotizzava di raggiungere una soglia del 35% di
differenziata già nel 2003. Invece, siamo fermi al 12%, quota
che ricomprende anche i rifiuti ingombranti>>. Se a ciò
s’aggiunge il contenzioso che divide Comune e “Sibaritide spa”
sulle somme da questa reclamata a titolo di conguaglio per il
servizio erogato nel corso degli anni passati, ve n’è quanto
basterebbe per ritenere plausibile un eventuale divorzio. <<Mi
sembra prematuro giungere a qualsivoglia conclusione>>,
minimizza però l’assessore Bruno, aggiungendo prudente:
<<Nessuna decisione è stata ancora presa>>.
Tutto è rinviato, par di capire, alla risposta attesa
dall’Ufficio del commissario delegato per l’emergenza
ambientale. Il quale, con l’ordinanza regolatrice del servizio
di raccolta differenziata, definì la “Sibaritide spa” soggetto
attuatore con riferimento all’ambito territoriale ottimale di
riferimento. Impossibile, quindi, deviare dallo schema, a meno
di esplicite autorizzazioni o mutamenti d’indirizzo. Tanto più
considerando gli ingenti investimenti effettuati dallo stesso
Ufficio del commissario in società mista che sarebbero
condannate alla scomparsa qualora i loro stessi soci pubblici,
ovvero i Comuni, fossero lasciati liberi di cambiare scuderia.
Ad ogni modo, se ne riparlerà nelle prossime settimane. Se il
Commissario delegato scioglierà la briglia ai Municipi, il
Comune di Cassano potrebbe anche andare alla ricerca di una
nuova società. Se invece si optasse per il rinnovo, libero o
forzato, della convenzione, allora, come si premura di far
sapere fin d’ora l’assessore Bruno, <<occorrerebbe sedersi ad un
tavolo ed avviare un sereno confronto per la riscrittura di
diverse parti dall’intesa>>. A cominciare dagli obiettivi e dai
costi del servizio.
|