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Fino a ieri, e solo nel mese di novembre, erano stati nove i
bracconieri finiti coi loro richiami elettromagnetici fuorilegge
tra le braccia degli agenti del Corpo forestale dello Stato.
Adesso, nuova puntata dell’operazione antibracconaggio targata
Corpo forestale dello Stato, con altri due cacciatori di frodo
resi innocui e privati di fucili e cartucce, sottoposti a
sequestro giudiziario.
Il racconto ha per protagonisti gli agenti della Forestale in
forza alla stazione di Castrovillari. Di buon mattino, gli
uomini del colonnello Francesco Curcio, comandante provinciale
del Corpo, pattugliano le campagne cassanesi. In contrada “Raganello”,
a Sibari, la loro attenzione viene attirata da un paio di
persone che, sulla spiaggia, s’acquattano tra le fronde d’un
capanno artigianale. Sono in due, entrambi napoletani. Li
trovano accucciati nell’improvvisata postazione di tiro,
allestita per dar meglio la caccia a quaglie ed allodole. Con sè
hanno anche uno dei vietatissimi richiami elettromagnetici.
Morale della favola: il duo campano viene denunciato a piede
libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Castrovillari, con l’accusa di violazione delle leggi sulla
caccia. Sottoposti a sequestro anche due fucili calibro 12 ed il
relativo munizionamento. Sale così a quattordici, da ottobre ad
oggi, nell’ultimo mese, il numero delle persone deferite per
attività venatoria illegale. Nell’arco di un mese e mezzo,
sequestrati anche 18 fucili ed oltre 650 cartucce. Un bilancio
che procura al Corpo Forestale il pubblico encomio della
Lipambiente: <<A nome degli oltre 300 volontari presenti nel
territorio cosentino – fa sapere il presidente nazionale di
Lipambiente, Cosimo Covelli – sento il dovere di esprimere
apprezzamento per il lavoro svolto dal personale della Forestale
operante sul territori, in materia di prevenzione e repressione
del fenomeno del bracconaggio>>. |