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L’ipotesi che si fa strada è quella di un cambio: alla scadenza
della convenzione che li lega, per qualche altra settimana
ancora, alla “Sibaritide spa”, i Comuni dello Ionio potrebbero
scegliere un altro partner per l’affidamento del servizio di
raccolta e smaltimento della differenziata.
L’eventualità sarebbe emersa durante un incontro svoltosi a
Palazzo di città, al quale avrebbero preso parte, stando alle
indiscrezioni trapelate, amministratori e legali di diversi
comuni dell’area ionica. Durante la riunione, sarebbero state
analizzate ed approfondite le questioni legate al pagamento
delle somme che, ogni anno, la “Sibaritide spa” richiede agli
enti suoi clienti a titolo di conguaglio tra le prestazioni
preventivate e quelle poi rese. Somme ingenti, che nessuno pare
disposto a versare, anche per evitare d’aprire nuove falle in
bilanci municipali già di per sé fragili. Nel corso del
confronto, inoltre, spazio e tempo sarebbero stati dedicati alla
definizione delle strategie future, così riassumibili: presto
giungerà a scadenza la convenzione che attualmente lega
contrattualmente la “Sibaritide spa” ed i vari Comuni dell’arco
ionico cosentino. Quali le prospettive? <<Di certo – aveva già
spiegato da Cassano l’assessore all’ambiente Roberto Bruno,
indirettamente anticipando i temi oggetto di discussione al
tavolo intercomunale – non possono dirsi raggiunti gli obiettivi
fissati: si ipotizzava di raggiungere una soglia del 35% di
differenziata già nel 2003. Invece, siamo fermi al 12%, quota
che ricomprende anche i rifiuti ingombranti>>. Situazione che,
unita al contenzioso che divide Municipi e “Sibaritide spa”,
sarebbe ora da più parti ritenuta idonea a giustificare un
eventuale divorzio.
Al riguardo, però, nessuna decisione sarebbe stata ancora presa,
nell’attesa di avviare le necessarie trattative e conoscere,
nelle more, l’orientamento dell’Ufficio del commissario delegato
per l’emergenza ambientale. Il quale, con l’ordinanza
regolatrice del servizio di raccolta differenziata, definì la
“Sibaritide spa” soggetto attuatore, con riferimento all’ambito
territoriale ottimale di riferimento. Impossibile, quindi,
deviare dallo schema, a meno di esplicite autorizzazioni o
mutamenti d’indirizzo. Tanto più considerando gli ingenti
investimenti effettuati dallo stesso Ufficio del commissario in
società mista che sarebbero condannate alla scomparsa qualora i
loro stessi soci pubblici, ovvero i Comuni, fossero lasciati
liberi di cambiare scuderia.
Ad ogni modo, se ne riparlerà nelle prossime settimane. Se il
Commissario delegato scioglierà la briglia ai Municipi,
l’ipotesi del divorzio potrebbe acquisire peso e consistenza. Se
invece si optasse per il rinnovo forzato, della convenzione,
sarebbero comunque in molti ad esigerne la riscrittura. Ad
iniziare dai capitoli concernenti obiettivi e costi del
servizio.
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