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Nella
loro travagliata storia recente, la loro immagine è stata
associata al singhiozzo: oggi aperte, domani forse, tra un mese
chissà, tra un anno non so. È andata avanti così, tra pochi alti
e molti bassi, fino al 28 marzo scorso, quando, su disposizione
dell’amministrazione comunale, il servizio di accoglienza,
informazione e di guida alle grotte è stato demandato a
personale idoneo, operante presso l’Ufficio municipale pubblica
istruzione, formato e abilitato alla professione di guida
turistica, e le grotte di Sant’Angelo sono tornate a
disposizione del popolo dei visitatori.
Da quel giorno, un piccolo miracolo laico si è consumato attorno
al complesso carsico cassanese. In sette mesi, complice il loro
inserimento nel mini-circuito turistico creato dagli speleologi
del gruppo di Alessandria del Carretto, le grotte santangiolesi
sono state visitate da ben 5.000 persone, provenienti dai luoghi
più disparati d’Italia: ad esempio, la torinese Pianezza, Massa
Carrara, Caltagirone, Civitavecchia, Modica. Un successo
facilmente prevedibile ma forse insperato, che ha spinto il
Municipio ad investire in termini umani sul futuro del complesso
carsico. Attualmente, infatti, l’intera struttura che
sovrintende al servizio di guida ed accompagnamento è affidata
alle cure dell’Ufficio municipale pubblica istruzione, guidato
dall’instancabile Salvatore Stabile. A svolgere egregiamente il
ruolo di guida, con tanto di patentino, due lavoratici di
pubblica utilità, Elena Ferrari e Mirella Risolè. Obiettivo
dichiarato: arrivare, per questa strada, alla creazione di un
vero e proprio Ufficio turistico, interamente gestito, nelle
intenzioni dell’amministrazione comunale, dai lavoratori precari
attualmente in forza al Municipio. Un traguardo nei fatti già
tagliato dalla squadra che ha lavorato alla rinascita delle
grotte, composta da Alda Graniti, Angela Biscardi, Luciana
Cristaldi, Olga De Franco, Carmela Milano, Liliana Di Cicco,
Franca Martina, Armando Di Bella e Luigi Minsotolo.
Incassato il trionfo, le grotte tornano ora a riposare: dal
primo novembre, infatti, in considerazione del diminuito
afflusso turistico, le cavità carsiche cassanesi saranno aperte
ai visitatori solo su prenotazione.
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