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Vengono
dal Nord Italia, per lo più dal Veneto e dalla Campania.
Sembrano prediligere le pianure sibarite. Confidano
nell’insufficienza dei controlli, abbinata alla vastità del
territorio. Mirano in particolare alle allodole, molto richieste
sui mercati delle regioni di provenienza. Sono cacciatori.
Quando violano la legge, diventano bracconieri. Gli uomini del
Corpo Forestale dello Stato, agli ordini del colonnello
Francesco Curcio, di bracconieri ne hanno stanato almeno una
quindicina solo nell’ultimo mese e mezzo, aggiungendo al conto
anche il sequestro di altrettanti fucili e di circa 700 cartucce
e svariati richiami elettromagnetici. Il fenomeno, che va
assumendo proporzioni preoccupanti in Calabria come nel resto
d’Italia, è ora finito al centro di un’interrogazione rivolta al
ministro dell’agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio, dal deputato
Bruno Mellano, iscritto al gruppo parlamentare della Rosa nel
pugno.
Nel suo lungo ed articolato atto ispettivo, Mellano ricostruisce
gli episodi di bracconaggio registratisi qua e là per l’Italia
negli ultimi tempi. Nella ricostruzione, trovano spazio anche
gli episodi verificatisi a Cassano e dintorni: <<Durante
un'operazione di controllo, gli agenti del Comando stazione di
Castrovillari del Corpo forestale dello Stato – ricorda
l’esponente socialista - hanno denunciato due uomini di Caivano,
per aver utilizzato alcuni richiami acustici illegali durante
una battuta di caccia, in località “Raganello”, nel territorio
di Cassano Ionio. Nelle ultime settimane, poi, in tutto il
territorio cosentino, i Forestali hanno denunciato 14 persone
per attività venatoria illegale e sequestrato diversi richiami
acustici>>. Non manca un riferimento a Spezzano Albanese, dove
sempre nei giorni scorsi la Polizia Provinciale aveva sorpreso
<<tre bracconieri, tutti provenienti dalla provincia di Terni,
in possesso di 175 uccelli abbattuti di specie protetta, di cui
120 fringuelli, 40 verdoni, 5 cappellaccia, 4 lucherini, 3
cardellini, 2 fanelli e un colombo>>.
Numeri e fatti all’evidenza ritenuti allarmanti, che hanno
spinto il deputato della Rosa nel pugno a sollecitare
l’intervento del Governo. In particolare, Mellano chiede di
sapere <<quali iniziative il Governo intenda intraprendere al
fine di reprimere un fenomeno sempre più frequente come quello
del bracconaggio e se non ritenga urgente ed opportuno rivedere
in senso più restrittivo le sanzioni previste dalle normative
vigenti per i colpevoli del reato di bracconaggio>>.
S’attendono ora risposte. |