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Giovedì 30 Novembre 2006

Roma - <<Fermare i bracconieri con nuove norme>>. Lo chiede, alla luce delle recenti operazioni del Corpo Forestale dello Stato, il parlamentare socialista Bruno Mellano.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 01.12.06  h. 19.30

Vengono dal Nord Italia, per lo più dal Veneto e dalla Campania. Sembrano prediligere le pianure sibarite. Confidano nell’insufficienza dei controlli, abbinata alla vastità del territorio. Mirano in particolare alle allodole, molto richieste sui mercati delle regioni di provenienza. Sono cacciatori. Quando violano la legge, diventano bracconieri. Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, agli ordini del colonnello Francesco Curcio, di bracconieri ne hanno stanato almeno una quindicina solo nell’ultimo mese e mezzo, aggiungendo al conto anche il sequestro di altrettanti fucili e di circa 700 cartucce e svariati richiami elettromagnetici. Il fenomeno, che va assumendo proporzioni preoccupanti in Calabria come nel resto d’Italia, è ora finito al centro di un’interrogazione rivolta al ministro dell’agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio, dal deputato Bruno Mellano, iscritto al gruppo parlamentare della Rosa nel pugno.
Nel suo lungo ed articolato atto ispettivo, Mellano ricostruisce gli episodi di bracconaggio registratisi qua e là per l’Italia negli ultimi tempi. Nella ricostruzione, trovano spazio anche gli episodi verificatisi a Cassano e dintorni: <<Durante un'operazione di controllo, gli agenti del Comando stazione di Castrovillari del Corpo forestale dello Stato – ricorda l’esponente socialista - hanno denunciato due uomini di Caivano, per aver utilizzato alcuni richiami acustici illegali durante una battuta di caccia, in località “Raganello”, nel territorio di Cassano Ionio. Nelle ultime settimane, poi, in tutto il territorio cosentino, i Forestali hanno denunciato 14 persone per attività venatoria illegale e sequestrato diversi richiami acustici>>. Non manca un riferimento a Spezzano Albanese, dove sempre nei giorni scorsi la Polizia Provinciale aveva sorpreso <<tre bracconieri, tutti provenienti dalla provincia di Terni, in possesso di 175 uccelli abbattuti di specie protetta, di cui 120 fringuelli, 40 verdoni, 5 cappellaccia, 4 lucherini, 3 cardellini, 2 fanelli e un colombo>>.
Numeri e fatti all’evidenza ritenuti allarmanti, che hanno spinto il deputato della Rosa nel pugno a sollecitare l’intervento del Governo. In particolare, Mellano chiede di sapere <<quali iniziative il Governo intenda intraprendere al fine di reprimere un fenomeno sempre più frequente come quello del bracconaggio e se non ritenga urgente ed opportuno rivedere in senso più restrittivo le sanzioni previste dalle normative vigenti per i colpevoli del reato di bracconaggio>>.
S’attendono ora risposte.

Gianpaolo Iacobini

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