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“Non più la guerra, non più la guerra! La Pace, la Pace deve
guidare le sorti dei Popoli e dell’intera umanità”. Le parole
pronunciate dal Pontefice Paolo VI durante la sua visita all’Onu
il 4 ottobre 1965, in occasione del ventesimo anniversario della
fondazione dell’Istituzione mondiale che ha tra i suoi obiettivi
primari quelli della pace e della collaborazione fra i popoli di
tutta la terra, fanno da “manifesto” alla solenne commemorazione
dei caduti in guerra organizzata per domani, con il patrocinio
dell’amministrazione comunale di Cassano, dal comitato cittadino
“4 novembre” di Lauropoli. Un’iniziativa, tiene a evidenziare, a
nome del comitato, nella lettera d’invito, il professore Achille
Nociti, “per manifestare anche nel nostro piccolo il desiderio
di Pace, di Pace vera. La nostra iniziativa – spiega il
professore Nociti – vuole avere una valenza storico – religiosa
ed educativo - formativa”. Anche a Lauropoli, quindi, domani ci
sono tutti i presupposti per assistere a una “festa” che
condanni qualsiasi tipo di conflitto e che faccia sentire forte,
senza se e senza ma, il suo “No” alla guerra, anche a quelle
guerre che qualcuno vorrebbe camuffare come guerre “umanitarie”.
La manifestazione lauropolitana prevede alle ore 9 il raduno dei
partecipanti in Piazza S. Francesco. Alle 9, 30 il corteo, con
in testa la banda musicale seguita da un drappello di militari
dalle autorità civili e militari e dai cittadini, si avvierà
verso la chiesa “Presentazione del Signore” dove, alle 10, è
prevista la celebrazione Eucaristica. Alle 11, dopo gli
interventi di Roberto Occhiuto, vice presidente del consiglio
regionale calabrese, di Gianluca Gallo, sindaco di Cassano, di
Antonio Golia, presidente del consiglio cassanese, di Rosetta
Console, assessore provinciale al Turismo, e di Antonio
Schifino, dirigente dell’istituto scolastico comprensivo di
Lauropoli, ci sarà la commemorazione dei caduti in guerra e la
posa di una corona sulla lapide che li ricorda. “Non gli uni
contro gli altri, non più, non mai!” dichiarava quarantuno anni
fa Paolo VI all’Onu e John Kennedy, qualche anno prima,
proclamava: “L'umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra
porrà fine all'umanità”. Quasi mezzo secolo è trascorso da quei
giorni, ma il grido “Mai più la guerra” resta, ancora oggi,
purtroppo, inascoltato.
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