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Una
tragedia. Un giovane ventiseienne di Civita, Francesco Bruno, è
morto nella tarda mattinata di ieri, a causa di un incidente
verificatosi all’interno della sua abitazione. Una tragedia di
cui i genitori sono stati, purtroppo, testimoni. Una tragedia
che non sarà dimenticata dalla comunità civitese e da quanti
hanno avuto modo di conoscere e frequentare Francesco. E’ morto
in un modo assurdo. Sul colpo. Un pezzo di vetro staccatosi da
una porta a vetro, dove per cause accidentali ha urtato, gli ha
trafitto il cuore, non lasciandogli scampo. Davanti agli occhi
sbarrati dei genitori. Impotenti e disarmati di fronte a un
destino così crudele che ingiustamente gli ha portato via il
proprio amato figlio. Era amato Francesco. Non solo dai suoi
familiari. Chiunque gli si è avvicinato ha potuto godere del suo
sorriso, della sua disponibilità, della sua viva intelligenza.
Mancherà quel sorriso. A tutti. Al padre e alla mamma
soprattutto. A loro, che tanto amore e tanta educazione hanno
saputo trasfondere nell’animo grande e gentile di Francesco,
che, felicemente, stava per completare i suoi studi universitari
all’Unical. Tra un po’ avrebbe conseguito la sua laurea in
Ingegneria. Quanti sogni! Quante speranze! Infrante ieri da un
pezzo di vetro. Francesco, intorno all’ora di pranzo, era ancora
seduto sul divano. Insieme ai suoi familiari. Nessuno poteva
immaginare che da lì a qualche istante sarebbe successo
l’irreparabile. Nessuno poteva pensare che quel destino così
crudele, a quell’ora, avesse puntato gli occhi sull’innocente
Francesco. Pare che a un certo punto si sia alzato dal divano e
si sia avvicinato a una porta a vetro. Molto probabilmente, per
cause accidentali, ha perso l’equilibrio e il suo corpo ha
urtato il vetro, infrangendolo. Un pezzo di quel vetro gli è
stato fatale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di
Cassano, guidati dal tenente Giorgio Feola. Sono poche le
notizie raccolte nella comunità civitese affranta e in lacrime
per la tragica scomparsa di un giovane che tanto lustro e tanto
amore aveva fino a pochi attimi prima profuso per il suo paese.
Francesco era un giovane culturalmente e socialmente vivo. Non
tralasciava occasione per promuovere e valorizzare la cultura
arbereshe. Amava la fotografia. Attraverso i suoi scatti, Civita
ha avuto momenti di splendore. Nello scorso mese di settembre,
nell’ambito del Concorso di Cortometraggio “Ciak….Xhirarmi!!! Il
mio paese in un ciak: prospettive in movimento” Francesco si è
classificato al secondo posto. Non solo Civita, ma tutti, lo
terremo sempre nel cuore. |