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Lunedì 20 Novembre 2006

Civita. I funerali con rito greco – ortodosso del giovane deceduto a causa di un incidente domestico - <<Ciao amico di mille avventure>> - La folla commossa saluta lo studente universitario morto

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 21.11.06  h. 10.30

“Ciao Francesco! E’ morto un compagno di scuola, l’amico di mille avventure, di mille escursioni.
Francesco continua a vivere in noi. Ci sarà accanto nelle gelide acque del Raganello, dove voglio continuare a immaginarlo. Con questa immagine voglio ricordarlo”: è stato l’ultimo saluto del suo amico fraterno, letto, con la voce strozzata dal pianto e con gli occhi bagnati, dinanzi alla bara di Francesco, coperta di orchidee bianche, nella chiesa gremita, fino all’inverosimile, di Santa Maria Assunta. Poche parole. Sono bastate per descrivere l’esatta natura di Francesco alle tante centinaia di persone accorse a Civita per dare l’estremo saluto al giovane ventiseienne morto nella tarda mattinata di sabato a seguito di un inverosimile incidente domestico. Un pezzo di vetro, staccatosi dalla porta a vetro, dove, per cause accidentali, ha urtato, gli ha trafitto il cuore, non lasciandogli scampo. Una natura amica quella di Francesco: “Non abbiamo parole. E’ morto un amico. Un confidente. Un ragazzo sempre disponibile, che non ha mai lesinato aiuti e insegnamenti nella sua pur breve esistenza. Ci mancherà”: le tremule parole di una delle tante sue amiche di Civita, dove, puntualmente, ogni fine settimana, Francesco tornava dall’Università della Calabria, dove era prossimo a laurearsi presso la facoltà di Ingegneria. Un luogo, Civita, a favore del quale Francesco amava dedicarsi, in tutti i modi. Soprattutto con i suoi “premiati” scatti che immortalano la bellezza selvaggia delle gole del Raganello, meta di tante escursioni. Ieri, Civita lo ha salutato. Lo ha ringraziato dei suoi sorrisi e del suo impegno. L’intera comunità albanofona, e non solo, dell’area del Pollino si è stretta attorno al dolore della sua famiglia, mentre nella maestosità della Casa del Signore, in rigoroso rito greco-ortodosso, don Antonio Trupo, papàs di Civita officiava, insieme ai tre papàs della vicina Frascineto e a quello di Cantinelle, il rito funebre. “Ora, nella Grazia di Dio, troverai risposte immediate alle tante domande che, quotidianamente, mi ponevi, con la tua sete inesauribile di sapere e di conoscenza”. Parole di papàs Trupo. Civita si è fermata. Piange. Incredula, si chiede perché. Il triste destino ha voluto così. Francesco, ventisei anni, è stato chiamato nella casa del Signore. Ciao Francesco.
 

Antonio Iannicelli

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