bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone

Martedì 21 Novembre 2006

Sibari - Il progetto di studio nel sito Casa Bianca è stato illustrato a una delegazione greca - Sibari, una ricerca sull’antica Thuri

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 23.11.06  h. 12.00

“Vengono non per fondare colonie, ma per scavare le colonie fondate dai loro antenati”: è il motto che si è inventato il professore Emanuele Greco, direttore della Scuola Italiana di Archeologia ad Atene, impegnato con i suoi allievi dal 2005 in una campagna di scavo sul sito “Casa Bianca” di Sibari. Stanno riportando alla luce la città romana di Copiae, che altro non è che la trasformazione avvenuta nel corso dei secoli di Thuri, la città greca che era sorta, circa 70 anni dopo, sulle rovine della distrutta Sybaris. Sabato scorso, su questi luoghi, si è intrattenuta, in visita, una delegazione di archeologi greci, sovrintendenti della regione dell’Acaia, proveniente da Paestum, dove, quest’anno, la Grecia è stata ospite d’onore della IX edizione della Borsa Internazionale del Turismo archeologico. Ai contemporanei achei sono stati presentati i primi risultati della campagna di scavo che si stanno conducendo sul sito “Casa Bianca”. Una campagna rivolta essenzialmente alla comprensione dell’impianto urbanistico della città greca di Thuri. “Stiamo lavorando alla ricerca dell’impianto urbanistico della città di Thuri, che è la città che succede a Sybaris 70 anni dopo la sua distruzione, il cui Piano Regolatore fu redatto da Ippodamo di Mileto”, ci ha detto Silvana Luppino, direttore del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide e direttore del Parco Archeologico di Sibari. La dottoressa Luppino ha tenuto a evidenziare l’importanza di questa ricerca. “E’ importante – ha sostenuto - anche dal punto di vista monumentale, per quel che riguarda, appunto, l’organizzazione urbanistica della città. Qui si conserva l’impianto viario progettato da Ippodamo e anche i lotti delle case entro cui era compresa, appunto, questa maglia stradale all’interno della città”. Anche per il direttore della Scuola archeologica italiana di Atene, Emanuele Greco, questa campagna di scavo riveste una importanza fondamentale. “L’impianto di Thuri è uno dei più importanti impianti urbanistici del mondo, perché è quello che è stato fatto da Ippodamo di Mileto e che è l’unico che si può studiare”. Poi ci ha spiegato il perché. “Sibari è in aperta campagna. Se volessimo studiare Pireo o Rodi, che sono le altre due città dove Ippodamo da Mileto ha redatto i relativi impianti urbanistici, dovremmo radere al suolo le città moderne, cosa alquanto improbabile. Thuri, perciò, si candida a essere un sito pilota”. L’unico problema, come sempre, resta l’esiguità dei finanziamenti. I soldi non bastano mai. “Anche perché – ha spiegato il professore Emanuele Greco - Sibari è grande. Sono 600 ettari di area archeologica. Bisogna selezionare obiettivi e programmi. In questo momento, come Scuola di Atene, ci stiamo occupando, grazie a un finanziamento <Arcus>, di “Casa Bianca”, il settore più orientale della città, quello che affaccia sul mare. Qui abbiamo trovato un grande santuario romano dell’epoca di Copiae e le tracce di edifici di Thuri, che sono sotto e che attendono di essere esplorati. Sarà una delle scoperte archeologiche più importanti che si faranno nei prossimi tempi”. Un buon augurio questo del professore Emanuele Greco che, in cuor suo, spera che anche Roma possa avere, nel più breve tempo possibile, una scuola greca di archeologia.

Antonio Iannicelli

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info

|top|

© Copyright 2002 - 2006 Web Study ® - web project management  www.webstudy.it