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“Facendo richiamo al principio di autotutela e al principio
generale di legalità, si chiede che, con la dovuta tempestività,
si revochi l’ordinanza con la quale si è ordinato a vari
soggetti nella qualità di proprietari pro quota di immobili
situati nel Centro commerciale dei Laghi di Sibari di provvedere
immediatamente alla eliminazione dello stato di precarietà per
la salute e l’incolumità pubblica provocato dal mancato
funzionamento della stazione di sollevamento acque reflue
allocata nel centro stesso e di assumersi, contestualmente, ogni
e qualsivoglia onere relativo agli incombenti di che trattasi,
mentre la scrivente (società Casa Bianca Group srl, ndc) si
riserva di agire per il risarcimento dei danni eventualmente
provocati dall’inerzia di chi era tenuto, in via generale e
particolare, a intervenire”. Questo è quanto si legge, tra
l’altro, nel ricorso in opposizione che, ieri mattina, il
geometra Antonio Vuoto, vice presidente della società “Casa
Bianca Group srl” con sede a Portogruaro, ha presentato avverso
all’ordinanza sindacale, n. 146 del 9 novembre scorso, emessa
dal primo cittadino cassanese, l’uddiccino Gianluca Gallo, con
la quale si ordinava ai proprietari dei locali facenti parte del
centro commerciale dei Laghi di Sibari, tra cui anche la società
“Casa Bianca Group, “di provvedere immediatamente e comunque
entro e non oltre cinque giorni, al ripristino funzionale della
stazione di sollevamento delle acque reflue allocata nel centro
commerciale”. Il sindaco Gallo, altresì, avvertiva i destinatari
dell’ordinanza “che trascorso infruttuosamente il termine
assegnato, l’ufficio tecnico comunale procederà, immediatamente,
all’esecuzione d’ufficio dei lavori con spese a carico degli
inadempienti”. L’ordinanza nei confronti dei proprietari degli
immobili facenti parte del centro commerciale è stata emessa per
le innumerevoli segnalazioni giunte al primo cittadino da
numerosi utenti del centro commerciale dei Laghi sullo “stato di
precarietà per la salute e l’incolumità pubblica provocato dal
mancato funzionamento della stazione di sollevamento delle acque
reflue” e in considerazione del fatto, a quanto si sostiene
nell’ordinanza, che “detta stazione di sollevamento, facente
parte delle opere di urbanizzazione primaria, per convenzione a
suo tempo stipulata con la società lottizzatrice, non era
soggetta a essere ceduta al Comune, per cui, allo stato non di
competenza comunale”. Il geometra Vuoto, nel suo ricorso, con
argomentazioni giuridiche, sostiene che la stazione di
sollevamento “è da considerarsi a tutti gli effetti ed ope legis
di proprietà del comune di Cassano” e perciò, a dire del vice
presidente della “Casa Bianca Group srl”, è il comune di Cassano
che “deve curare, in via esclusiva, la manutenzione ordinaria e
straordinaria della stazione di sollevamento sebbene, in
passato, altri soggetti spontaneamente se ne siano fatti carico,
come l’associazione Laghi di Sibari”.
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