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“Una
crisi politica c’è. Quando c’è discussione c’è crisi. Altra cosa
è la crisi amministrativa. Il presidente Loiero correttamente
dice che la nuova legge non consente crisi, perché non consente
soluzioni irreversibili se non dovute a una volontà del
presidente, non sono le forze politiche a poterla causare”. Chi
parla è Doris Lo Moro, fino a quarant’otto ore fa assessore
regionale alla Sanità, nel corso delle conclusioni del convegno
“Un nuovo Piano Sanitario regionale per una nuova sanità in
Calabria”, organizzato dalla federazione cosentina dei Ds e
tenutosi ieri sera nel cine teatro Gatto di Trebisacce. Un
convegno che, pur evidenziando e tracciando nei minimi
particolari l’esigenze e le prospettive create in questo scorcio
di legislatura in materia di sanità a favore della Sibaritide, è
stato caratterizzato, almeno negli interventi dei diretti
interessati, dalla discussione del tema scottante sulla “crisi”
regionale. Una crisi dalla quale, secondo il capogruppo
regionale diessino, Franco Pacenza, si può uscire rapidamente se
c’è la consapevolezza da parte di tutti, a partire dal
presidente Loiero, di fare un paso avanti. “Noi stiamo lavorando
e ci auguriamo che si esca rapidamente da questa situazione. Si
tratta – dice Pacenza - di accelerare rispetto ai metodi di
collegialità, di qualità e di equilibrio. In questi mesi –
spiega - ci sono state scelte non sempre condivise che hanno
prodotto anche rotture significative. Noi abbiamo lavorato, come
Ulivo, in tutti i modi per ricomporle”. Rotture significative
che per Franco Pacenza non sono riconducibili alla nomina di
Salvatore Orlando a direttore generale del Dipartimento che si
occupa dei Fondi Strutturali. Pacenza è chiaro. “Questo è stato
l’approccio assai strumentale, alcune volte anche offensivo, da
parte di taluni che sono frequentatori del Palazzo. Di fatti
nominalistici non siamo abituati a interessarcene. Il fatto di
aver rimesso in campo l’Ulivo – sostiene Pacenza - ha creato
tanto nervosismo da parte di taluni. Io ne sono soddisfatto.
Aver posto la necessità di un equilibrio nel governo della spesa
– afferma - è un fatto assolutamente ineludibile”. Una necessità
che per il consigliere regionale Antonio Acri doveva essere
posta al momento della nascita del Pdm, partito del presidente
Loiero. “Ora si tratta di ritrovare la compattezza e la coesione
della coalizione” dice, “perché nelle condizioni in cui ci si
trova questa sera non mi pare che ci siano le condizioni
migliori per essere sereni e anche per avere l’autorevolezza di
decidere sulle scelte difficili che ci aspettano”. Acri ritiene
che “non è facile uscire dalla crisi odierna, perché si è
stretti in un collo di imbuto dal quale si rischia di essere
soffocati. Ci vuole – dice - una grande disponibilità e
soprattutto il senso di responsabilità a far prevalere di meno
le arroganze, le posizioni personali e particolari. Bisogna fare
uno sforzo – rimarca - per cercare di restituire il consenso che
in termini di voti ci è stato dato dal popolo calabrese. I
calabresi meritano ben altro che non questa vicenda che rischia
di portare allo scioglimento del consiglio”.
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