|
A chi i rifiuti campani? A chi vi pare, ma non a noi. È già
notte quando il consiglio comunale prende posizione sul caso del
giorno, ovvero le 500 tonnellate giornaliere di spazzatura
provenienti dalla Campania e destinate a chiudere il loro ciclo
terreno nella discarica municipale controllata di contrada
Silva. Una decisione – al momento di andare in stampa - ancora
da limare nei suoi particolari, ma i cui tratti salienti,
riassumibili nel vago ed ironico ma efficace richiamo a motti
d’altre epoche, dovrebbero essere illustrati in mattinata, salvo
ripensamenti notturni, al prefetto Carlo Alfiero, commissario
straordinario per l’emergenza ambientale, da una delegazione di
amministratori comunali cassanesi, guidata dal sindaco Gianluca
Gallo.
L’intesa che conduce “al chi vi pare ma non a noi” matura, a
fatica, al termine di una giornata lunga e convulsa, agitata da
trattative spesso sull’orlo della rottura tra maggioranza ed
opposizione, nel corso d’un’assemblea consiliare convocata
d’urgenza dal presidente Antonio Golia. In apertura, è il
sindaco Gianluca Gallo a ripercorrere l’evoluzione della vicenda
e ad anticipare la posizione dell’amministrazione comunale:
<<Siamo di fronte ad un provvedimento abnorme, che rischia
d’aggravare la già precaria situazione ambientale del nostro
comune e di creare problemi d’ordine pubblico>>. <<Cassano –
aggiunge Pino Clausi, voce del Pdm – sconta scelte altrui, che
potrebbero rappresentare un precedente pericoloso. Non ci stiamo
a passare per il comune che accetta di tutto di più>>. Il
socialista Stefano Petrosino esorta l’assemblea a ricercare
l’unità. Luigi Adduci esprime la netta contrarietà di Verdi e Ds
all’ordinanza del commissario. Franca Peruzzi, petalo di
Margherita, concorda ma affonda i colpi e fa vacillare la
fragile tregua nata dalle febbrili consultazioni svoltesi a
Palazzo di città sin dal mattino, all’insegna del vogliamoci
bene: <<Il no all’ordinanza – sottolinea - andava detto già
sabato scorso, quando se n’è avuto il sentore e copie dell’atto
vagavano per il Municipio. Adesso è il momento di prendere
decisioni gravi, ma insieme. Poi, verrà il momento del
confronto: il sindaco non ha le carte in regola>>. Secondo l’ex
prima cittadina, dunque, Palazzo di città sapeva. Ed avrebbe
addirittura, affermerà in seguito la stessa Peruzzi,
<<contrattato l’ammontare delle royalties>>. Accuse pesanti, che
scuotono l’Udc. <<Piuttosto>> replica gelido dallo scudocrociato
il capogruppo Mimmo Lione, <<qualcuno ci spieghi perché Lamezia
Terme, governata come la Regione Calabria da una giunta di
centrosinistra, ha ottenuto un trattamento di favore a nostro
discapito>>. Scintille per un incendio che non divampa, con il
fuoco tenuto a freno sotto la cenere dagli interventi del
socialista Gianni Papasso e del presidente Golia.
Alla fine, i capigruppo tornano a riunirsi per trasformare in
concretezza l’annunciata, unanime contrarietà alla spazzatura
venuta dalla Campania. Un no secco, che oggi sarà ufficialmente
portato a conoscenza del prefetto Alfiero.
|