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Mercoledì 4 Ottobre 2006

Cassano – Il consiglio comunale dice no ai rifiuti campani. Stamattina a Catanzaro riunione negli uffici del commissariato per l’emergenza ambientale.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 05.10.06  h. 22.30

A chi i rifiuti campani? A chi vi pare, ma non a noi. È già notte quando il consiglio comunale prende posizione sul caso del giorno, ovvero le 500 tonnellate giornaliere di spazzatura provenienti dalla Campania e destinate a chiudere il loro ciclo terreno nella discarica municipale controllata di contrada Silva. Una decisione – al momento di andare in stampa - ancora da limare nei suoi particolari, ma i cui tratti salienti, riassumibili nel vago ed ironico ma efficace richiamo a motti d’altre epoche, dovrebbero essere illustrati in mattinata, salvo ripensamenti notturni, al prefetto Carlo Alfiero, commissario straordinario per l’emergenza ambientale, da una delegazione di amministratori comunali cassanesi, guidata dal sindaco Gianluca Gallo.
L’intesa che conduce “al chi vi pare ma non a noi” matura, a fatica, al termine di una giornata lunga e convulsa, agitata da trattative spesso sull’orlo della rottura tra maggioranza ed opposizione, nel corso d’un’assemblea consiliare convocata d’urgenza dal presidente Antonio Golia. In apertura, è il sindaco Gianluca Gallo a ripercorrere l’evoluzione della vicenda e ad anticipare la posizione dell’amministrazione comunale: <<Siamo di fronte ad un provvedimento abnorme, che rischia d’aggravare la già precaria situazione ambientale del nostro comune e di creare problemi d’ordine pubblico>>. <<Cassano – aggiunge Pino Clausi, voce del Pdm – sconta scelte altrui, che potrebbero rappresentare un precedente pericoloso. Non ci stiamo a passare per il comune che accetta di tutto di più>>. Il socialista Stefano Petrosino esorta l’assemblea a ricercare l’unità. Luigi Adduci esprime la netta contrarietà di Verdi e Ds all’ordinanza del commissario. Franca Peruzzi, petalo di Margherita, concorda ma affonda i colpi e fa vacillare la fragile tregua nata dalle febbrili consultazioni svoltesi a Palazzo di città sin dal mattino, all’insegna del vogliamoci bene: <<Il no all’ordinanza – sottolinea - andava detto già sabato scorso, quando se n’è avuto il sentore e copie dell’atto vagavano per il Municipio. Adesso è il momento di prendere decisioni gravi, ma insieme. Poi, verrà il momento del confronto: il sindaco non ha le carte in regola>>. Secondo l’ex prima cittadina, dunque, Palazzo di città sapeva. Ed avrebbe addirittura, affermerà in seguito la stessa Peruzzi, <<contrattato l’ammontare delle royalties>>. Accuse pesanti, che scuotono l’Udc. <<Piuttosto>> replica gelido dallo scudocrociato il capogruppo Mimmo Lione, <<qualcuno ci spieghi perché Lamezia Terme, governata come la Regione Calabria da una giunta di centrosinistra, ha ottenuto un trattamento di favore a nostro discapito>>. Scintille per un incendio che non divampa, con il fuoco tenuto a freno sotto la cenere dagli interventi del socialista Gianni Papasso e del presidente Golia.
Alla fine, i capigruppo tornano a riunirsi per trasformare in concretezza l’annunciata, unanime contrarietà alla spazzatura venuta dalla Campania. Un no secco, che oggi sarà ufficialmente portato a conoscenza del prefetto Alfiero.

Gianpaolo Iacobini

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