|
Stop
ai rifiuti provenienti dalla Campania. Nella discarica
controllata di contrada Silva continuerà ad essere smaltita solo
la spazzatura prodotta in città. La notizia che la città
attendeva con ansia è arrivata di venerdì. Alle 16.51, il fax
del Municipio ha rovesciato sul tavolo l’annuncio: con propria
ordinanza, il commissario delegato per l’emergenza ambientale,
il prefetto Carlo Alfiero, ha dichiarato la cessata efficacia di
parte del provvedimento adottato appena qualche giorno prima,
col quale si autorizzava il conferimento nella discarica
cassanese di 500 tonnellate al dì, per dieci giorni, di
immondizia campana.
Così finisce un incubo: per tre giorni, Cassano era rimasta col
fiato sospeso, a scrutare da lontano la lunga teoria di camion
diretta verso contrada Silva e minacciando di scendere in
strada. Gli agricoltori della zona erano già pronti a sbarrare
l’accesso alla discarica coi loro trattori. Gli studenti delle
scuole superiori, dal canto loro, avevano avviato la
programmazione di scioperi e proteste. Anche la politica s’era
data da fare: i senatori unionisti Franco Bruno e Nuccio Iovene,
ma pure, sul fronte avversario, il vicesegretario nazionale
dell’Udc Mario Tassone, avevano annunciato la presentazione di
interrogazioni parlamentari sul caso rifiuti. La mobilitazione,
però, non è neppure partita, perché la risposta auspicata è
arrivata prima. <<Il prefetto Alfiero – commenta il sindaco
Gianluca Gallo, che già all’indomani della prima ordinanza, con
una propria lettera, aveva esposto al commissario la ferma
contrarietà del Comune alla decisione assunta – ha dimostrato
d’essere persona di grande caratura e sensibilità istituzionale.
Gli impegni da lui assunti con me, e per mio tramite con la
conferenza dei capigruppo consiliari, sono stati mantenuti fino
in fondo. La compattezza dimostrata dall’assemblea consiliare e
la mediazione istituzionale promossa dall’amministrazione
comunale hanno pagato: restituiamo a Cassano il sorriso perduto,
nel nome del principio alla tutela dell’ambiente e del
territorio>>.
Quel che succederà: è scritto nella seconda ordinanza firmata
Alfiero. <<Si limita sino alla data del 6 ottobre 2006 – si
legge in essa – l’efficacia delle disposizioni di cui ai punti
4, 5 e 6 dell’ordinanza del 2 ottobre 2006>>. Ovvero: eccezion
fatta per le quasi 1.500 tonnellate di rifiuti già depositate
nella terza buca, neppure un grammo di spazzatura campana potrà
essere più riversato nella discarica di contrada Silva. La
quale, tuttavia, potrà continuare ad essere utilizzata dal
Comune di Cassano per lo smaltimento dei soli rifiuti prodotti
in città, <<in via provvisoria fino al 12 d’ottobre prossimo>>,
nell’attesa che vengano perfezionate, con la sottoscrizione
d’una polizza fideiussoria, le pratiche burocratiche che ne
consentiranno l’effettiva operatività.
Vicenda chiusa, dunque, ma la discarica di contrada Silva resta
un sempre possibile punto d’approdo per i tanti rifiuti senza
meta che vagano per l’Italia, in cerca d’un comodo giaciglio. La
battaglia è vinta, la guerra continua. |