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Cassano – Una parte dei rifiuti solidi urbani della Regione
Campania quasi sicuramente verrà conferita presso la discarica
cassanese di contrada Silva. A tal proposito, nelle prossime
ore, il commissario per l’emergenza ambientale della Calabria
potrebbe emanare un’apposita ordinanza. La notizia, anche se
ancora ufficiosa, ha preoccupato non poco gli amministratori
della città delle Terme. Il sindaco della città, Gianluca Gallo,
appena ha avuto sentore di questa possibile evenienza,
immediatamente ha chiesto al presidente del Consiglio, Antonio
Golia, di convocare, ad horas, una conferenza dei capigruppo
consiliari al fine di valutare la situazione che potrebbe venire
a determinarsi. Il primo cittadino ha informato i capigruppo di
avere avuto notizia che il commissario per l’emergenza
ambientale della Calabria, a seguito del collaudo e quindi
dell’autorizzazione all’esercizio della terza buca della
discarica controllata di contrada Silva, provvederà, con ogni
probabilità, nelle prossime ore, a emanare un’ordinanza con la
quale si potrebbe disporre il conferimento nella nuova buca
della discarica cassanese di una parte dei rifiuti solidi urbani
provenienti dalla Campania per una quantità limitata che non
dovrebbe essere superiore, a quanto si è potuto apprendere, al
5% dell’intera capacità della buca. Nettamente contraria la
conferenza dei capigruppo, la quale, alla fine dei propri
lavori, ha redatto, su proposta del capogruppo diessino Luigi
Adduci, un ordine del giorno, che sarà diramato solo oggi, con
il quale si dichiara esplicitamente la netta contrarietà del
consiglio comunale cassanese a un’eventuale ordinanza del
commissario per l’emergenza rifiuti in Calabria. Sembra che le
motivazioni della decisione del commissario per l’emergenza
ambientale in Calabria di ordinare il conferimento dei rifiuti
solidi urbani campani presso la discarica di contrada Silva
scaturiscano dal fatto che in quella regione, in questi ultimi
periodi, si stia vivendo una vera e propria emergenza ambientale
dovuta alla carenza di discariche controllate e, forse, anche
dal fatto che i rifiuti solidi urbani campani non saranno più
conferiti nella discarica di Lamezia Terme. Infatti, in una nota
Ansa si legge: “Non saranno più conferiti nella discarica di
Lamezia Terme le 500 tonnellate giornaliere di rifiuti
provenienti dalla Campania. La decisione è stata assunta dopo il
parere contrario espresso dal Comune di Lamezia e dalla Regione
Calabria. L'arrivo dei rifiuti dalla Campania - secondo il
sindaco di Lamezia, Gianni Speranza - avrebbe potuto provocare,
in breve tempo, il riempimento della discarica”. La vera
motivazione, quindi, a quanto si può capire, per cui i rifiuti
solidi urbani campani potrebbero arrivare nella discarica di
contrada Silva, è da ricercare proprio nel fatto che è stata,
nei giorni scorsi, collaudata, e quindi autorizzata
all’esercizio, la terza buca. Proprio il 28 settembre scorso è
stato redatto dall’ingegnere Giacinto Ciappetta e dal geometra
Roberto Caruso il certificato di regolare esecuzione. Questa
terza buca, realizzata dall’impresa Morfù in associazione
temporanea con l’impresa Ecoross, è dotata di un pozzo per la
raccolta del percolato e di un sistema di pompaggio del
percolato alla vasca di raccolta. Ha una forma tronco-conica
rovesciata a base rettangolare e una capacità di 54 mila metri
cubi con una profondità media di 11 metri. E’ impermeabilizzata
con manto Hdpe da 2 millimetri. Si tratta di una vera e propria
“opera d’arte” tanto da far dire, il giorno del collaudo, sia al
indaco Gianluca Gallo e sia all’assessore all’ambiente, Roberto
Bruno: “E’ stato raggiunto un risultato importante. Con la
realizzazione della terza buca abbiamo scongiurato il
trasferimento dei nostri rifiuti a Rossano o a Crotone che
comportava, sicuramente, un notevole aggravio di spese per i
contribuenti”. Solo qualche giorno addietro la gioia per aver
realizzato la terza buca. Ieri sera la notizia che potrebbe far
aprire una “vertenza” con il commissario per l’emergenza
ambientale. Intanto si aspetta l’ordine del giorno della
conferenza dei capigruppo.
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