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Giovedì 7 Settembre 2006

 

Spezzano Albanese - “Tracciati arbëreshë per viandanti” incanta Spezzano Albanese - La storia di un popolo negli scritti di Bruni  
 

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il  16.09.06  h. 22.30

Numerosi sono stati i partecipanti che, venerdì 1 settembre, sono intervenuti a Spezzano Albanese alla presentazione del libro “Tra Girolamo De Rada ed Ernest Koliqi – Tracciati Arbëreshë per viandanti” di Pierfranco Bruni. L'evento, organizzato dall'Associazione Culturale MeEduSA in collaborazione con il portale FuscaPoesia.it, è stato patrocinato oltre che dal comune arbëresh dal Ministero Beni Culturali, con l'alto Patronato del Presidente della Repubblica e dal CoNaM.
La manifestazione si è avvalsa della coordinazione della giornalista Raffaella Salamina e degli interventi del titolare della cattedra di Estetica dell'università di Lecce, Pio Rasulo, della docente del liceo scientifico spezzanese, Teresa Ciliberti e dell'ispettore tecnico del Ministero Pubblica Istruzione, Francesco Fusca.
Il tema del “viaggio”, della diaspora, è stato trattato a 360 gradi per arrivare ad analizzare la questione arbëreshe come risultato del progetto-studio “Scrittori e viaggiatori stranieri. Alla ricerca delle diversità etniche in Italia. Letterature a confronto”, dello stesso Bruni. Infatti Rasulo, aprendo i lavori, ha sottolineato più volte l'importanza della figura del “viandante” nel contesto delle diversità etniche in Italia, facendo spesso riferimento a Carlo Levi come esempio. Teresa Ciliberti ha invece analizzato il testo di Bruni dal punto di vista letterario evidenziando come il senso di “mediterraneità” sia sempre presente nello scrittore. «La letteratura come viaggio che poggia sul sentimento del ritorno» ha sintetizzato la studiosa il pensiero di Bruni.
Nel suo intervento, Fusca ha sottolineato come il lavoro dello scrittore sia esteso alle 12 Minoranze etniche d’Italia e come esso: «Esplora, in continuità con le precedenti ricerche, il polìcromo mondo degli Italo-albanesi, degli Arbëreshë d’Italia, attraverso un immaginario “fil rouge” che parte, simbolicamente, dal 1814 e arriva al 1975. Il libro -ha sottolineato Fusca- si snoda sostanzialmente in due parti: “nell’una” sono svolti otto capitoli di succosa cultura albanofona e mediterranea, “nell’altra” una breve Antologia di viaggiatori». A contornare le relazioni, gli interventi dell’antropologa Maria Zanoni, vicepresidente CoNaM, del direttore di “Jeta Arbëreshe” Agostino Giordano, del poeta Placido Bonifacio e del direttore di Arbitalia.it nonché esperto di cultura arbëreshe Pino Cacozza.
Pierfranco Bruni, in fine, è entrato nel merito della discussione sostenendo la necessità primaria di guardare, proprio attraverso il Mediterraneo, a tutte le Minoranze nel complesso, così da tutelarle e garantirne la sopravvivenza. Le conclusioni hanno toccato il suo modo di vedere la letteratura come «una realtà che entra dentro una teologia del viaggiare» e non come «cruda rappresentazione della realtà».
A fine manifestazione gli organizzatori si sono ritenuti soddisfatti della bella riuscita dell'evento: «Viste le tante comunità arbëreshe della nostra provincia -ha affermato Johnny Fusca, organizzatore- abbiamo invitato una rappresentanza di ogni comune. Siamo contenti di constatare che l'Arbëria è presente ed ha voglia di crescere unita. Un grazie particolare va agli organi di stampa che, compresa la Rai regionale, hanno dedicato la giusta attenzione all'evento».

Emanuele Armentano

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