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Numerosi
sono stati i partecipanti che, venerdì 1 settembre, sono
intervenuti a Spezzano Albanese alla presentazione del libro
“Tra Girolamo De Rada ed Ernest Koliqi – Tracciati Arbëreshë per
viandanti” di Pierfranco Bruni. L'evento, organizzato
dall'Associazione Culturale MeEduSA in collaborazione con il
portale FuscaPoesia.it, è stato patrocinato oltre che dal comune
arbëresh dal Ministero Beni Culturali, con l'alto Patronato del
Presidente della Repubblica e dal CoNaM.
La manifestazione si è avvalsa della coordinazione della
giornalista Raffaella Salamina e degli interventi del titolare
della cattedra di Estetica dell'università di Lecce, Pio Rasulo,
della docente del liceo scientifico spezzanese, Teresa Ciliberti
e dell'ispettore tecnico del Ministero Pubblica Istruzione,
Francesco Fusca.
Il tema del “viaggio”, della diaspora, è stato trattato a 360
gradi per arrivare ad analizzare la questione arbëreshe come
risultato del progetto-studio “Scrittori e viaggiatori
stranieri. Alla ricerca delle diversità etniche in Italia.
Letterature a confronto”, dello stesso Bruni. Infatti Rasulo,
aprendo i lavori, ha sottolineato più volte l'importanza della
figura del “viandante” nel contesto delle diversità etniche in
Italia, facendo spesso riferimento a Carlo Levi come esempio.
Teresa Ciliberti ha invece analizzato il testo di Bruni dal
punto di vista letterario evidenziando come il senso di
“mediterraneità” sia sempre presente nello scrittore. «La
letteratura come viaggio che poggia sul sentimento del ritorno»
ha sintetizzato la studiosa il pensiero di Bruni.
Nel suo intervento, Fusca ha sottolineato come il lavoro dello
scrittore sia esteso alle 12 Minoranze etniche d’Italia e come
esso: «Esplora, in continuità con le precedenti ricerche, il
polìcromo mondo degli Italo-albanesi, degli Arbëreshë d’Italia,
attraverso un immaginario “fil rouge” che parte, simbolicamente,
dal 1814 e arriva al 1975. Il libro -ha sottolineato Fusca- si
snoda sostanzialmente in due parti: “nell’una” sono svolti otto
capitoli di succosa cultura albanofona e mediterranea,
“nell’altra” una breve Antologia di viaggiatori». A contornare
le relazioni, gli interventi dell’antropologa Maria Zanoni,
vicepresidente CoNaM, del direttore di “Jeta Arbëreshe” Agostino
Giordano, del poeta Placido Bonifacio e del direttore di
Arbitalia.it nonché esperto di cultura arbëreshe Pino Cacozza.
Pierfranco Bruni, in fine, è entrato nel merito della
discussione sostenendo la necessità primaria di guardare,
proprio attraverso il Mediterraneo, a tutte le Minoranze nel
complesso, così da tutelarle e garantirne la sopravvivenza. Le
conclusioni hanno toccato il suo modo di vedere la letteratura
come «una realtà che entra dentro una teologia del viaggiare» e
non come «cruda rappresentazione della realtà».
A fine manifestazione gli organizzatori si sono ritenuti
soddisfatti della bella riuscita dell'evento: «Viste le tante
comunità arbëreshe della nostra provincia -ha affermato Johnny
Fusca, organizzatore- abbiamo invitato una rappresentanza di
ogni comune. Siamo contenti di constatare che l'Arbëria è
presente ed ha voglia di crescere unita. Un grazie particolare
va agli organi di stampa che, compresa la Rai regionale, hanno
dedicato la giusta attenzione all'evento». |