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Lunedì 18 Settembre 2006

Sibari – Laghi di Sibari: si discute della proprietà di darsene e banchine. Redatta e consegnata una relazione giuridica. Lo studio commissionato dall’associazione “Laghi di Sibari”.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 19.09.06  h. 23.45

Individuare competenze e responsabilità. Chiarire compiti e funzioni. Districare nodi e vicende antiche quanto aggrovigliate. Per riuscire nell’impresa, ha reperito, letto e approfondito il contenuto di decine di atti di proprietà. Ha ripercorso tortuosi passaggi storici ed infine, ha dato alle stampe un volume. È la relazione giuridica che l’avvocato barese Diego D’Onghia, su incarico dell’associazione “Laghi di Sibari”, ha consegnato in questi giorni, nella versione definitiva ed ufficiale,ai suoi committenti. Un lavoro imponente, voluto dal presidente dell’associazione sibarita, Nunzio Masotina, e portato a termine da D’Onghia in tempi brevi e, è la doverosa precisazione, <<a titolo gratuito>>.
Occhio alla relazione. Si discute della proprietà di darsene e banchine del porto turistico. Si premette: <<E’ indubbio che le darsene e i terreni di fondale sui quali le stesse insistono siano di proprietà della “Casa Bianca Group srl” (società proprietaria dei Cantieri nautici, ndr)>>. Parimenti, indubitabile sarebbe la servitù di passaggio costituita sulle darsene. Controversa è invece la questione attinente la proprietà delle banchine: <<La “Casa Bianca spa” acquistò l’area sulla quale fu eretto il complesso nautico, e quindi anche quella sulla quale furono realizzate le banchine. È innegabile che ai proprietari delle unità realizzate in alcuni dei complessi derivati (quali Bricola, La Mimosa, Oleandro, Rosa dei Venti, Esplanada, Camarinas e Cala del Mar) fu concessa l’utilizzazione permanente della banchina e della zona asservita per la servitù permanente di sosta, ormeggio e stazionamento>>. Sottolinea D’Onghia: <<E’ dubbio, ma si propende per la risposta affermativa, se ad alcuni complessi (Le Conchiglie, Terramare orchidea, Terramare quadrifoglio, Terramare del sol, Terramare di levante) sia stata attribuita la proprietà delle banchine>>. E per gli altri complessi? Restano le perplessità, che sorgono <<dalla lettura del piano di lottizzazione, in cui si legge che, in alcuni di essi, “ad ogni unità abitativa corrisponde una porzione di fronte acqueo privato” e la garanzia di “un affaccio sul canale”; che, in altri, era garantito “un affaccio sullo specchio d’acqua”, precisandosi che “il fronte acqueo è destinato a banchina ad uso comune”; che, in altri ancora, le unità abitative non avrebbero avuto “necessariamente un affaccio sullo specchio d’acqua” e che “il fronte acqueo è destinato a verde attrezzato ad uso comune”; che in altre, infine, le unità abitative non avrebbero avuto “necessariamente un affaccio sullo specchio d’acqua”>>. Ad ogni modo, sottolinea D’Onghia, <<non v’è certezza che all’originario proprietario si sia sostituita la “Casa Bianca Group srl”: la descrizione dei cespiti da questa acquistati non contempla il trasferimento della proprietà delle banchine. Un riscontro tecnico potrà fugare le incertezze>>.
Chiosa finale: <<Chiunque sia il proprietario delle banchine, ai proprietari delle singole unità che compongono i singoli complessi spettano le spese di manutenzione delle opere insistenti sulla superficie su cui si esercitano le servitù di sosta, ormeggio e stazionamento, ivi comprese le banchine ed il rivestimento di sponda>>.
Non è un libro, né verità. È una relazione giuridica. Le tesi in essa esposte sono state fatte proprie dall’associazione “Laghi di Sibari”.

Gianpaolo Iacobini

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