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In mille e più per l’ultimo saluto a due di loro. Sibari,
commossa ed attonita, ha partecipato in massa alla celebrazione
dei funerali di Andrea Iacobini e Angelo Antolino, morti nella
notte tra sabato e domenica scorsi in un incidente stradale
verificatosi a Corigliano, lungo la strada statale 106, costato
la vita anche ad un giovane rossanese, Natale Fazio, di 19 anni
appena. E mentre migliorano, lentamente, le condizioni
dell’unica sopravvissuta al terribile schianto, la sedicenne R.
L. M., di Rossano, ricoverata in ospedale con una prognosi di
sessanta giorni, la comunità sibarita s’è stretta attorno ai
familiari di Andrea ed Angelo.
Nel primissimo pomeriggio di ieri, i feretri, partiti
dall’obitorio di Corigliano, hanno fatto una breve sosta in
contrada Lattughelle, dove i due giovani vivevano con le
rispettive famiglie. Quindi, la ripartenza per Sibari, alla
volta della chiesa di Sant’Eusebio. Qui le bare, portate a
spalla tra due ali di folla dai giocatori e dirigenti del Real
Lattughelle, formazione calcistica di Prima categoria in cui
militavano Andrea ed il fratello di Angelo, sono state accolte
per il rito funebre da don Francesco Faillace, presidente del
Real e pastore della chiesa locale. <<Affidiamo oggi a Nostro
Signore Gesù Cristo – ha detto il sacerdote, visibilmente
provato, durante la sua omelia – le anime di due ragazzi solari,
pieni di gioia di vivere. Siamo certi ritroveranno
nell’abbraccio di Dio la serenità perduta in terra>>. Quindi, un
pensiero alle famiglie, schiacciate dal peso dell’immane dolore.
<<Qualsiasi parola o gesto d’umana natura non farebbe che
accrescere la vostra sofferenza. Guardiamo insieme al Cielo,
rifugiandoci tra le braccia di Dio misericordioso, perché possa
colmare con la sua infinita bontà il vuoto lasciato dalla
scomparsa di Andrea ed Angelo>>. Infine, l’appello ai giovani,
<<a riscoprire i valori di una vita da vivere con gioia,
all’insegna dei valori cristiani, disdegnando modelli e
riferimenti che il consumismo vorrebbe imporre>>.
Poi, tra le lacrime ed i singhiozzi, un fragoroso applauso ha
accompagnato la benedizione dei feretri e salutato, come fosse
una carezza, l’inizio dell’ultimo viaggio terreno di Andrea ed
Angelo. Arrivederci, ragazzi. |