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Domenica 24 Settembre 2006

Sibari – A Sibari una scuola di volo sportivo. È l’unica, in Calabria, abilitata al rilascio di brevetti per il volo sportivo. Ieri i primi esami. Tra i promossi, anche una donna: è la seconda pilota nella storia calabrese.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 25.09.06  h. 23.30

Lì dove osano i dragoni. Questa è la storia di un manipolo di eroi del cielo, che volano, ed insegnano a volare, nella terra che da anni attende l’aeroporto che non c’è. Loro, invece, ci sono. Da caparbi sibariti, nel 2000 hanno spianato una pista in mezzo a campi incolti. Quindi, hanno iniziato a far scaldare i motori dei loro piccoli ultraleggeri, poi divenuti elemento fisso degli orizzonti ionici. Infine, hanno compiuto il grande passo. Così, prima è nato il “Dragons fly club”, poi la scuola ad esso associata. E adesso, dalla nidiata dei dragoni saltano fuori i piloti che a Sibari hanno imparato a volare e conseguito il loro brevetto, nella scuola intanto diventata l’unico centro autorizzato, in Calabria, al rilascio di licenze per il volo sportivo e da diporto.
I dragoni. Hanno un capo. È Salvatore Cosenza, presidente del club con base in contrada Spadelle. Al suo fianco, Luigi Caruso, numero due del club, e l’amministratore Roberto Mauro. <<Abbiamo fatto tutto da soli>>, commenta orgoglioso Caruso. <<Avremmo gradito l’aiuto delle istituzioni, ma nessuno s’è mai fatto vivo. Quando si parla di sport, se non c’è di mezzo un pallone, non si muove niente>>. I tre moschettieri dell’aria fidano sulle riconosciute capacità d’un istruttore sceso in riva allo Ionio dalle cime del Pollino. Si chiama Maurizio Primavera ed è un habituè della cloche, con 2.500 ore di volo sulle spalle. Uno che agli allievi dice: <<Volo da 13 anni, ed ho sempre offerto il rimborso del biglietto o del corso a chi, volando con me, non avesse imparato ad amare il volo. Finora, non mi è mai capitato di perdere la sfida>>. È lui che, con l’aiuto del resto della compagnia, organizza i corsi, tiene le lezioni teoriche e poi svezza i cuccioli tra le nuvole. Sei di loro, i primi sei, conquistano un posto negli annali, perché sono i primi a scrivere, col loro nome, la pagina nuova dell’aviazione calabrese: ottenuti i pareri di mezzo mondo ed il via libera dell’AeroClub d’Italia, il “Dragons fly club” è stato infatti autorizzato, unico in Calabria, a sfornare novelli piloti abilitati al volo da diporto o sportivo (Vds), su aerei di peso massimo di 450 chilogrammi. Traguardo da tagliare dopo corsi intensivi della durata di 4 mesi, con 40 ore dedicate alla teoria e venti missioni pratiche, a prezzi neppure tanto esagerati e comunque non superiori alla media nazionale dei 2.500 euro. Nel grande giorno, a testare le qualità d’ogni barone rosso arriva dalla Campania l’inflessibile Pietro Napolitano, ingegnere meccanico col vizio della navigazione aerea. Gli esaminandi lo seguono a bordo, concentrati e tesi. Tutti, a turno, salgono sul motocarro volante, il “Tucano” dalle grandi ali e dalla cabina-gozzo. Uno solo, il più deciso, va a sostenere la prova sul bolide Tecnam P92, adatto al trasporto anche d’un passeggero. Decollano sulla pista in erba da cinquecento metri, parallela alla ferrovia, e spariscono dalla vista. Pochi minuti dopo, ricompaiono, planano, atterrano. Sorridono, ma attendono con ansia il verdetto: promossi. Napolitano l’inflessibile si scioglie in un sorriso e stringe mani, regalando una pacca sulla spalla alla bionda Dagmar Lederbauer: austriaca trapiantata a Marina, è la seconda donna calabrese ad entrare in possesso del brevetto Vds.
Storie dai cieli di Sibari, lì dove osano i dragoni.

Gianpaolo Iacobini

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