|
Una
radicale divergenza d’opinioni. Su tutto. Così, alla fine,
sebbene la maggioranza, sfiorando l’unanimità, avesse i numeri
per andare avanti, s’è preferito cogliere l’opportunità d’una
pausa di riflessione, nel tentativo di salvaguardare l’unità.
Questa la foto che meglio descrive l’esito della riunione del
consiglio direttivo dell’associazione “Laghi di Sibari”,
chiamato a riunirsi dal suo presidente, Nunzio Masotina. Il
governo dell’ente di gestione del porto turistico sibarita
avrebbe dovuto deliberare su diversi, importanti punti
all’ordine del giorno, ma ha preferito rinviare ogni scelta,
probabilmente al fine di sopire le diatribe insorte nel corso
dei lavori. Come siano realmente andate le cose, nessuno sa,
perché il giorno dopo nessuno dice ufficialmente. Non mancano
però le indiscrezioni. Raccontano: la seduta si apre con l’esame
della questione afferente le attività commerciali attive
all’interno del porto. Per gran parte già con le serrande
abbassate, sebbene titolari di licenza annuale. Le verifiche
sollecitate al Municipio dall’associazione diventano, a dispetto
dell’unanimità fatta segnare sul tema nella precedente seduta,
il primo elemento di scontro tra chi, i più, in nome della
legalità e dell’efficienza dei servizi, reclama controlli e
l’applicazione di sanzioni amministrative nei riguardi degli
eventuali trasgressori, e chi, invece, grida allo stato di
polizia, giudicando invasivo ed eccessivo l’operato
dell’associazione.
Altro argomento, stessa musica: quando si discute di offrire in
comodato gratuito, per tre anni, un terreno da adibire a
maneggio e a location d’un concorso ippico nazionale, c’è chi
esprime apprezzamento per l’iniziativa ma storce il naso. E
sollevando eccezioni di carattere igienico, sanitario ed
ambientale, ottiene lo slittamento della decisione, rimessa a
più approfondite valutazioni.
Ad accendere gli animi, infine, la polemica tra l’associazione e
la “Casa Bianca group srl”, proprietaria dei Cantieri nautici:
alla seconda, che in ciò successivamente emulata anche dal
gruppo Maltauro aveva richiesto l’adeguamento al ribasso delle
quote associative, in relazione a terreni ad uso edificabile non
utilizzati per tale finalità, la prima ha risposto con le parole
messe nero su bianco dalla commissione speciale (coordinata dal
vicepresidente dell’associazione, Emanuele Cardinale) creata per
sbrogliare la matassa ed a detta della quale, al riguardo,
nessun potere sarebbe demandato al direttivo, essendo per contro
necessaria una modifica statutaria, di competenza esclusiva
dell’assemblea. Una posizione contestata aspramente dalla “Casa
Bianca group srl” e dai suoi legali, con una lettera che ha
infiammato il dibattito e causato un aggiornamento della
trattazione del punto.
Se ne riparlerà, insomma, nelle prossime settimane. Nel
frattempo, la commissione Cardinale tornerà a riunirsi, su
esplicito mandato del consiglio direttivo, per trasfondere in
una dettagliata relazione le motivazioni del no opposto alla
“Casa Bianca group srl” e, di riflesso, al gruppo Maltauro. |