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<<Sono
stato frainteso. In realtà, non penso che l’aeroporto della
Sibaritide non sia una priorità. Piuttosto, vanno create le
condizioni perché possa operare al meglio>>.
Caso chiuso: la Sibaritide avrà il suo aeroporto, con l’aiuto di
Roma. La svolta è tutta nelle parole che il ministro ai
trasporti, Alessandro Bianchi, offre alla delegazione arrivata
da Cosenza a chiedere lumi sul futuro dello scalo aeroportuale
sibarita. E così, poiché per definizione la colpa è sempre dei
giornalisti vil razza dannata, la retromarcia è presto
innestata, salutata con soddisfazione dai presenti.
La cronaca di quel che accade sulle sponde del Tevere, negli
uffici del ministero dei trasporti, comincia nel segno del
giallo. Formalmente annunciata per mercoledì, la riunione
convocata da Bianchi su esplicita richiesta del presidente della
Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, si tiene invece nel
pomeriggio di martedì. Un cambio di programma affatto repentino,
dal momento che la comitiva calabrese arriva incravattata e con
largo anticipo all’appuntamento. Alle 17 il gruppo varca i
portoni del ministero. Alla testa, simbolicamente, il presidente
Oliverio. Con lui, in rappresentanza della Regione Calabria, il
capogruppo dei Ds a Palazzo Campanella, Franco Pacenza. E poi,
ancora, il consigliere provinciale Luigi Garofalo, il sindaco di
Cosenza, Salvatore Perugini, l’assessore provinciale ai
trasporti Giuseppe Gagliardi e, in nome e per conto del Comune
di Cassano, l’assessore Lorenzo Di Vincenzo.
Quando si inizia, un’ora dopo, c’è spazio per un siparietto: il
progettista dell’opera, Franco Gatto, ed un paio di consulenti
esperti in materia d’aviazione civile, restano alla porta.
<<L’incontro – fa sapere cortese il ministro – ha un taglio
squisitamente istituzionale>>. E politico: niente tecnici,
dunque. Attorno al tavolo, intanto, prende corpo la discussione.
Oliverio, racconta chi assiste all’incontro, veste i panni del
leone e graffia. <<Sarebbe uno smacco – dice senza mezzi termini
– se Pisticci, che aveva dieci anni di ritardo rispetto a noi,
tagliasse il traguardo dell’aeroporto prima di Sibari. chi e
come potrebbe spiegarlo ai calabresi?>> Pacenza si mette in
scia, ed insiste: <<Dell’aeroporto c’è bisogno>>. Tocca a
Bianchi. <<Il senso delle mie affermazioni sull’aeroporto di
Sibari – precisa richiamando l’ormai famosa intervista
rilasciata sul tema lo scorso luglio – è stato distorto. Ritengo
infatti che lo scalo aeroportuale sibarita possa essere utile
allo sviluppo dell’economia e del comparto turistico. Vanno
comunque garantiti un sufficiente bacino d’utenza ed individuati
i privati disposti ad investire nella realizzazione e gestione
dell’opera>>.
Chiaro e forte: il messaggio giunge alle orecchie degli astanti,
sui cui volti compare finalmente un sorriso. Quindi, la
discussione scivola su altre questioni: strada statale 106,
porto di Corigliano, ferrovia ionica. Alle 20, i saluti ed il
ritorno a casa. Sotto la pioggia, nessuno ha voglia di fermarsi
a commentare: tutto rinviato ad un comunicato in cui dovrebbe
essere annunciato anche l’impegno strappato al Bianchi: il 5
ottobre prossimo, il ministro sarà in Calabria per discutere del
sistema regionale dei trasporti e per prender parte ad una
conferenza di servizi indetta dalla Provincia. |