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Mercoledì 27 Settembre 2006

Roma – Aeroporto della Sibaritide: il ministro Bianchi fa retromarcia. <<Distorto il senso delle mie affermazioni>>. Ed annuncia l’impegno del ministero per la costruzione dello scalo aeroportuale sibarita. Il ministro sarà in Calabria ai primi di ottobre. Soddisfatta la delegazione cosentina, guidata dal presidente della Provincia, Mario Oliverio.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 28.09.06  h. 22.00

<<Sono stato frainteso. In realtà, non penso che l’aeroporto della Sibaritide non sia una priorità. Piuttosto, vanno create le condizioni perché possa operare al meglio>>.
Caso chiuso: la Sibaritide avrà il suo aeroporto, con l’aiuto di Roma. La svolta è tutta nelle parole che il ministro ai trasporti, Alessandro Bianchi, offre alla delegazione arrivata da Cosenza a chiedere lumi sul futuro dello scalo aeroportuale sibarita. E così, poiché per definizione la colpa è sempre dei giornalisti vil razza dannata, la retromarcia è presto innestata, salutata con soddisfazione dai presenti.
La cronaca di quel che accade sulle sponde del Tevere, negli uffici del ministero dei trasporti, comincia nel segno del giallo. Formalmente annunciata per mercoledì, la riunione convocata da Bianchi su esplicita richiesta del presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, si tiene invece nel pomeriggio di martedì. Un cambio di programma affatto repentino, dal momento che la comitiva calabrese arriva incravattata e con largo anticipo all’appuntamento. Alle 17 il gruppo varca i portoni del ministero. Alla testa, simbolicamente, il presidente Oliverio. Con lui, in rappresentanza della Regione Calabria, il capogruppo dei Ds a Palazzo Campanella, Franco Pacenza. E poi, ancora, il consigliere provinciale Luigi Garofalo, il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, l’assessore provinciale ai trasporti Giuseppe Gagliardi e, in nome e per conto del Comune di Cassano, l’assessore Lorenzo Di Vincenzo.
Quando si inizia, un’ora dopo, c’è spazio per un siparietto: il progettista dell’opera, Franco Gatto, ed un paio di consulenti esperti in materia d’aviazione civile, restano alla porta. <<L’incontro – fa sapere cortese il ministro – ha un taglio squisitamente istituzionale>>. E politico: niente tecnici, dunque. Attorno al tavolo, intanto, prende corpo la discussione. Oliverio, racconta chi assiste all’incontro, veste i panni del leone e graffia. <<Sarebbe uno smacco – dice senza mezzi termini – se Pisticci, che aveva dieci anni di ritardo rispetto a noi, tagliasse il traguardo dell’aeroporto prima di Sibari. chi e come potrebbe spiegarlo ai calabresi?>> Pacenza si mette in scia, ed insiste: <<Dell’aeroporto c’è bisogno>>. Tocca a Bianchi. <<Il senso delle mie affermazioni sull’aeroporto di Sibari – precisa richiamando l’ormai famosa intervista rilasciata sul tema lo scorso luglio – è stato distorto. Ritengo infatti che lo scalo aeroportuale sibarita possa essere utile allo sviluppo dell’economia e del comparto turistico. Vanno comunque garantiti un sufficiente bacino d’utenza ed individuati i privati disposti ad investire nella realizzazione e gestione dell’opera>>.
Chiaro e forte: il messaggio giunge alle orecchie degli astanti, sui cui volti compare finalmente un sorriso. Quindi, la discussione scivola su altre questioni: strada statale 106, porto di Corigliano, ferrovia ionica. Alle 20, i saluti ed il ritorno a casa. Sotto la pioggia, nessuno ha voglia di fermarsi a commentare: tutto rinviato ad un comunicato in cui dovrebbe essere annunciato anche l’impegno strappato al Bianchi: il 5 ottobre prossimo, il ministro sarà in Calabria per discutere del sistema regionale dei trasporti e per prender parte ad una conferenza di servizi indetta dalla Provincia.

Gianpaolo Iacobini

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