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Mercoledì 27 Settembre 2006

Cassano – Che cos’è il ricorso al Capo dello Stato.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 28.09.06  h. 22.00

E adesso qualcuno penserà che di Marina di Sibari e delle sue vicende s’occuperà addirittura il presidente Giorgio Napolitano. In realtà, non è proprio così.
Il ricorso straordinario al Capo dello Stato, infatti, è un ricorso amministrativo che viene proposto solo contro atti definitivi, avverso i quali, cioè, non può più essere proposto un ricorso amministrativo ordinario. È un rimedio esperibile solo per censurare presunti vizi di legittimità e mai di merito. Esso deve essere presentato entro 120 giorni dalla comunicazione, o piena conoscenza, dell'atto impugnato. Non occorre, anche se, come nel caso di specie, è consigliabile, il patrocinio di un avvocato. Con il ricorso può essere richiesta la sospensione del provvedimento impugnato, per la sussistenza del pericolo di danni gravi ed irreparabili, nonché delle ragioni di diritto che sostengono la richiesta. Deve essere notificato a mezzo dell’ufficiale giudiziario all'autorità che ha emanato l'atto ed agli eventuali controinteressati. Successivamente, l'originale del ricorso notificato va depositato presso l'amministrazione che ha adottato l'atto impugnato e presso il ministero competente. Se l'atto non è riferibile ad un ministero, il ricorso va presentato alla Presidenza del consiglio dei Ministri, nelle stesse forme previste per la presentazione del ricorso ordinario. L'istruzione del ricorso viene fatta dal Ministero o dalla Presidenza del consiglio dei ministri e deve essere conclusa entro 120 giorni. Se il Ministero o la Presidenza del consiglio non adempie, il ricorrente deve notificare ad essa domanda con cui chiede che il ricorso venga presentato al Consiglio di Stato per il parere. In caso di risposta negativa o di silenzio, l'interessato può depositare direttamente copia del ricorso presso il Consiglio di Stato. Questi, dal canto suo, se necessario dopo aver assunto ulteriori elementi di valutazione, emette un parere che, in sostanza, è una sentenza di accoglimento o rigetto, emanata con decreto del Presidente della Repubblica, alla cui persona la decisione, positiva o negativa che sia, è dunque soltanto formalmente riconducibile.
Il tempo tecnico minimo per la decisione è, in linea teorica, di circa un anno, ma nella pratica, il tempo medio di decisione d’un ricorso al Capo dello Stato è pari ad almeno 24 mesi.

Gianpaolo Iacobini

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