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Il Comune di Cassano dice sì alla proposta del Ministero degli
interni. Ed ora, trovata l’intesa sui canoni e sulla durata
della locazione, tutto è pronto, o quasi, per la solenne
inaugurazione della nuova caserma dei Carabinieri.
La storia è quella della Tenenza dei Carabinieri di Cassano: la
Tenenza c’è, ha pure il suo tenente, ma non ha una propria sede.
Ospitata, al momento, negli uffici dell’ex comando stazione di
Sibari, avrebbe dovuto trasferirsi nel palazzo a tre piani di
località Scansata, alle porte del centro abitato. Per la
ristrutturazione dell’edificio erano stati stanziati 713.000
euro. La gara d’appalto era stata espletata il 14 maggio del
2004. Un mese dopo, la posa della prima pietra ed un promessa:
<<I cantieri chiuderanno i battenti nell’arco di 400 giorni>>.
Ovvero, entro il giugno del 2005. Ma così non è stato. Prima per
i ritardi legati all’improvviso riemergere della condotta
sotterranea che veicola le acque della sorgente delle Caldane.
Quindi, per questioni burocratiche ed in parte anche
amministrative. Nel giugno del 2006 arriva infine la delibera
che sembra spazzar via ogni ostacolo. Il provvedimento adottato
dalla giunta municipale presieduta dal sindaco Gianluca Gallo
pare infatti poter cancellare anche i problemi finanziari, così
riassumibili: nel 2003 il Comune si era impegnato a cedere in
locazione alla Prefettura l’immobile da adibire a caserma, ad un
prezzo complessivo di 28.000 euro, di 69.000 per il secondo
quinquennio. Agli inizi del 2006, però, fresche disposizioni
legislative avevano mutato il quadro, in senso economicamente
sfavorevole per il Comune. Era allora iniziata una serrata
trattativa, che si era conclusa solo agli inizi di maggio. Come?
Con il Comune che <<aderisce parzialmente alle richieste
avanzate dalla Prefettura ed accetta lo stesso canone di
locazione versato per l’attuale sede della caserma dei
Carabinieri>>. Non 69.000 euro, bensì 28.000. Ma soltanto fino
al 2012, perché in seguito, al momento del rinnovo dell’atto di
locazione, la trattativa sarebbe dovuta ripartire, anche alla
luce <<dei costi della manutenzione dell’immobile, posti a
carico del locatore>>. Roma, però, risponde picche. E nel cuore
dell’estate, il ministero si premura di far sapere che un
accordo si può trovare, ma solo se di durata non inferiore a sei
anni, peraltro rinnovabili, ed al prezzo di un canone annuo di
28.405 euro, rinviando alla scadenza del primo periodo ogni
eventuale trattativa sulla modifica del canone.
Stretto tra le necessità di cassa ed il bisogno di garantire
comunque, nel migliore dei modi, la difesa dell’ordine pubblico,
alla fine è il consiglio comunale, all’unanimità, a decidere.
Sacrificando le esigenze finanziarie ed invitando
l’amministrazione comunale, con un ordine del giorno, <<ad
adottare ogni apposito atto deliberativo che vada a recepire la
proposta di locazione formulata dal Ministero>>.
Manca adesso soltanto una delibera. Poi tutto sarà pronto perché
Cassano abbia, sia pur con un anno e passa di ritardo, la sua
Tenenza dei Carabinieri.
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