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La questione del depuratore di Spadelle torna nuovamente alla
ribalta. Per sabato prossimo il comitato per la difesa dei beni
comuni, presieduto da Alfredo Campanella, ha promosso, presso la
delegazione comunale di Sibari, un'assemblea pubblica a cui sono
stati invitati i segretari regionali e provinciali di tutti i
partiti, i capigruppo in seno al consiglio regionale, i
consiglieri e gli assessori provinciali, il sindaco e tutti i
consiglieri comunali.
Alfredo Campanella, nella sua lettera - invito, dopo aver fatto
una cronistoria di quanto è avvenuto sulla "questione
depuratore", chiede ai destinatari un autorevole e valido aiuto
in questa battaglia di civiltà e di difesa del territorio.
Il presidente del comitato ricorda, infatti, che durante
l'estate scorsa «l'opinione pubblica di Sibari e del territorio
è venuta a conoscenza del fatto che l'amministrazione comunale
di Cassano, guidata dall'uddiccino Gianluca Gallo, ha preso
seriamente in considerazione l'offerta di un soggetto privato
intenzionato a prendere in fitto il depuratore di contrada
Spadelle, ubicato a ridosso della costa e di importanti
insediamenti turistici, per stoccare e smaltire rifiuti speciali
provenienti da altre regioni».
Il comitato, ritenendo questa paventata utilizzazione della
struttura sibarita «illogica e insensata» e «raccogliendo
l'allarme della cittadinanza», subito si è attivato e ha
«avviato una raccolta di firme, a cui hanno aderito oltre
settecento persone, firme inviate, in seguito, al sindaco e al
consiglio comunale invitandoli a non concretizzare tale
eventualità».
Alfredo Campanella, nella sua lettera - invito, rammenta anche
la presentazione sulla "questione Spadelle" di una oppositiva
mozione da parte del capogruppo consigliare del partito
democratico meridionale, Pino Clausi, con la quale si impegnava
il sindaco e la giunta comunale «a farsi carico di promuovere la
cultura della salvaguardia ambientale e della qualità della
vita, a non permettere, e impedire, il realizzarsi di ogni
qualsiasi proposta o disegno che crei ulteriori forme di gravame
ambientale sul già martoriato territorio comunale» e,
soprattutto, «a rigettare la proposta di realizzare un centro di
smaltimento e stoccaggio del percolato in contrada Spadelle».
Mozione che, però, non è stata accolta dal consiglio comunale.
Hanno votato favorevolmente solo i due consiglieri del Pdm e i
gruppi socialisti.
Il presidente del comitato per la difesa dei beni comuni, alla
fine, dopo aver sostenuto che «l'allarmismo della popolazione è
oltremodo cresciuto» e che il comitato crede «fermamente che un
territorio votato al turismo e all'agricoltura non può
sopportare smaltimento di rifiuti speciali a ridosso del mare»,
chiede, «per la difesa della salute, dell'economia turistica del
territorio», a tutti i destinatari della lettera invito «un
contributo serio e concreto in questa lotta culturale e civile».
L'appuntamento è fissato per sabato prossimo, alle 18,30, presso
la delegazione comunale di Sibari. |