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Il Quotidiano
4.Febbraio.2005
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Cassano - Sul sito riportata anche la giornata mondiale delle migrazioni svoltasi nella cattedrale e officiata dal vescovo - Notizie e servizi sul portale on line di Cassano

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18.Gennaio.2005
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Cassano - Un servizio speciale on line sulla Giornata dei migranti

La Provincia Cosentina
16.Gennaio.2005
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Cassano –Ieri a Cassano la giornata mondiale delle migrazioni. La Santa messa trasmessa in diretta satellitare dalla Rai.

La Gazzetta del Sud
15.Gennaio.2005
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Cassano - Diretta TV - in onda satellitare la Santa Messa dei Migranti oggi a Cassano.

La Provincia
14.Gennaio.2005
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Cassano – Domani a Cassano la giornata mondiale delle migrazioni. La Santa messa sarà trasmessa in diretta satellitare dalla Rai.
La Provincia
10.Gennaio.2005
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Cassano – Domenica a Cassano la giornata mondiale delle migrazioni. La Santa messa sarà trasmessa in diretta satellitare dalla Rai.

Don Ciro Sarnataro
regista responsabile
trasmissioni Messe festive sulla Rai

Biografia

Attualmente, oltre che docente di Teologia Pastorale, sono direttore del Biennio di Specializzazione in Teologia pastorale e dell’Istituto di Teologia Pastorale della sezione san Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. ...

  continua »

 

Don Ciro Sarnataro
Contributi alla Santa Messa ...

Giornata Mondiale delle Migrazioni
Domenica 15 Gennaio 2006
Ore 11.00

diretta terrestre e satellitare Santa Messa
celebrata da Mons. Domenico Graziani Vescovo

sx: Mons. Domenico Graziani - Vescovo - Cattedrale

Cassano - Giornata mondiale delle migrazioni - La Santa Messa di domenica in diretta satellitare e  terrestre in onda su Rai Uno.

 Mons. Domenico Graziani, nella qualità di Vescovo Delegato per la pastorale migratoria in Calabria, Domenica 15 gennaio p.v., Giornata Mondiale delle Migrazioni, alle ore 11.00 nella Cattedrale di Cassano, celebrerà la Santa Messa, teletrasmessa in diretta terrestre e satellitare da Rai Uno.
In preparazione a questo avvenimento, per la buona riuscita della trasmissione, Don Ciro Sarnataro, regista responsabile della trasmissione delle Messe festive della Rai, si è incontrato,il 28 dicembre , a Cassano, con il Direttore diocesano delle Comunicazioni Sociali, Don Franco Brunetti. All'incontro hanno preso parte il Direttore dell'Ufficio Liturgico diocesano e Cerimoniere,Don Nicola Arcuri, il Parroco della Cattedrale, Don Silvio La Padula, con l'Organista, Alessandro Saraceni e il Direttore del Coro. Era anche presente Don Michele Munno. L'incontro è servito per definire, in ogni dettaglio, il programma della celebrazione.
Le migrazioni rappresentano per i cristiani un momento di riflessione sul grande precetto dell'amore, perché non rimanga formula abitudinaria, vuota, ma si traduca nella concretezza della quotidianità in gesti di accoglienza, di solidarietà, di comunione verso chi è evangelicamente "prossimo". "La Chiesa calabrese, sempre ricca di energie umane e generosa nell'offrire agli altri, non mancherà di fare la sua parte nel campo dell'emigrazione. Se alto è il tasso dell'emigrazione della Calabria, anche alto deve essere il contributo della Chiesa locale alla cura pastorale dei migranti" (Discorso del S. Padre ai Vescovi della Calabria in occasione della Visita "ad limina",10-12-1981).
Nel periodo 1871-1951 sono emigrate dalla Calabria circa 773.000 persone con destinazione, per il 94%, Stati Uniti, Argentina e Brasile. Dal 1951 al 1971 ben 741.000 calabresi sono emigrati prevalentemente in Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Svizzera, Francia..
Secondo dati relativi al 2004 sono ben 72.000 gli emigrati meridionali. La Calabria e il Mezzogiorno per
dono le loro forze migliori:le famiglie vedono i loro figli partire e la regione diventa sempre più povera di energie intellettuali vitali.
E' stato Papa S. Pio X, nel 1914, ad istituire la Giornata Nazione delle Migrazioni. Allora, scopo primario della Giornata era quello di rendere solidale tutta la Chiesa con chi era costretto a lasciare l'Italia.
Da molti anni l'attenzione e la preghiera sono rivolte non solo agli emigrati italiani, ma anche a tutte le persone coinvolte nella mobilità umana: immigrati e profughi in Italia, rom e sinti, circensi, lunaparchisti e artisti di strada, marittimi e aeroportuali. I migranti ci dicono che c'è una sola grande famiglia i cui membri devono riconoscersi e accogliersi a vicenda.
In un incontro di riflessione, organizzato dalla parrocchia di San Giovanni Battista in Fasano nel dicembre 2003, sulla tematica "Cattolici e mezzi di comunicazione, con particolare attenzione alla televisione", Don Ciro ha parlato della sua esperienza ventennale consumata nel girovagare per l'Italia alla scoperta di comunità piccole e grandi, dalle quali poi viene trasmessa la messa domenicale. Posti e persone che hanno storia e tradizioni alle spalle e che sono un patrimonio comune a tutti i cattolici. Don Ciro nel ricordare una recente indagine che ha evidenziato come i mezzi di comunicazione siano poco usati dai cattolici, ha invitato a scoprire nelle parrocchie le tante potenzialità che esistono in questo campo e a utilizzare gli strumenti che la tecnologia offre per una presenza costruttiva dei cattolici nel mondo della comunicazione.
Fu da Milano, nella notte di Natale del 1954, dalla chiesetta di San Gottardo in Corte, che la Rai inserì nel palinsesto la trasmissione della Messa. Da allora, la trasmissione della Santa messa è diventata il fiore all'occhiello di Raiuno. In questi 50 anni sui nostri teleschermi abbiamo potuto vedere ed ammirare oltre tremila chiese, antologia topografica di fede cristiana e di arte, spesso di bellezze
uniche. Agli inizi l'organizzazione delle Messe fu affidata all'Ente dello Spettacolo. Direttore era don Carlo Baima che, in accordo con la Rai, sceglieva e programmava. Con la creazione delle Conferenze episcopali, volute dal Concilio Vaticano II, nacque l'Ufficio nazionale delle comunicazioni sociali, con al suo interno un ufficio apposito per le trasmissioni delle Messe in televisione. L'appuntamento della domenica mattina divenne così una co-produzione Rai-Cei: alla Cei compete la scelta delle chiese e del regista, a Raiuno la realizzazione con i propri mezzi e i propri operatori. Perché la Messa in televisione? Prima di tutto perché ci permette di raggiungere «l'altra metà della Chiesa», quella degli ammalati, anziani, persone sole, dei forzatamente impediti a essere fisicamente presenti. Lo dichiarò già Pio XII, il primo Papa che celebrò una Messa in televisione nella Pentecoste del 1954. «Benediciamo il mezzo più affascinante della comunicazione - disse in quel giorno Pacelli - perché più di ogni altro mette gli uomini in contatto fra loro». Il Papa, dopo aver rivendicato il diritto nativo di usare gli strumenti comunicazionali per la salvezza delle anime, concludeva dicendo che la tv «allargherà all'interno della Chiesa la presenza degli ammalati, infermi o comunque impediti nelle proprie case, giacché il mezzo televisivo li porterà in Chiesa». Per questi cinquant'anni dobbiamo ringraziare i vescovi italiani , Rai-Uno e chi ha curato in questo mezzo secolo la Messa in tv (dal primo, don Carlo Baima, a don Natale Soffiantini, don Franco Costa, don Attilio Monge, don Ciro Sarnataro, don Antonio Ammirati, attuale direttore delle Messe).

Per approfondimenti consultare:
SERVIZIO MIGRAZIONI Anno XV Settembre - Ottobre 2005 n.5
CARITAS: IMMIGRAZIONE Dossier statistico 2003

fonte : sito ufficiale Diocesi di Cassano Allo Ionio

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Le istantanee del book fotografico sono state realizzate in Redazione grazie alla diretta Tv
in onda su Rai Uno
domenica 15.01.06
ore 11.00
Cattedrale di
Cassano Allo Ionio

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