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P R E M E S S A
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Non cercherà il lettore di queste pagine il rigore metodologico
della ricerca e l'esaustività delle notizie, delle biografie e dei
repertori bibliografici. Non era questo lo scopo della nostra unità
di apprendimento, che voleva e vuole più semplicemente indurre
docenti e allievi della nostra scuola ad accostarsi alla ricchezza
culturale del territorio cassanese, senza per questo trascurare
l'obiettivo di familiarizzare con i rudimenti della ricerca
bibliografica.
L'occasione ci è stata data dall'annuale premio "Biagio Lanza",
illustre medico e cultore di storia locale a cui è stata
doverosamente intitolata la nostra scuola nell'ormai lontano 30
ottobre 19821. Fu in quell'occasione che per volere del
consiglio d'istituto venne istituito quel premio, una borsa per
quegli allievi delle classi terze che si sarebbero distinti nello
studio e nella trattazione di un aspetto della millenaria storia
economica, sociale e culturale del territorio cassanese. Così negli
anni si sono succedute varie ricerche: dagli aspetti squisitamente
economici a quelli sociali a quelli più genericamente culturali.
La formula dopo tanti anni s'era un po' logorata. Ci si è allora
chiesto se avesse senso continuare a "premiare" alcuni allievi o se
fosse preferibile far sì che ognuno si sentisse premiato, come del
resto accadeva negli ultimi anni. La risposta, ovvia, è stata di
potenziare l'impegno di ciascuno "premiando" non tanto i prodotti
quanto i processi e i percorsi didattici compiuti e per questo s'è
deciso di non corrispondere più premi in danaro, che le limitate
risorse finanziarie e l'elevato numero degli allievi avrebbero
ridotto a somme irrisorie, ma di pubblicare il frutto delle ricerche
di ciascuno affinché ne resti traccia non solo nell'archivio della
scuola e nelle biblioteche del circondario ma anche, e soprattutto,
nella storia individuale e collettiva di quanti si cimentano e si
cimenteranno con il tema annualmente proposto, che quest'anno ha
riguardato la storia letteraria e musicale del nostro territorio. Un
"premio" diverso da quelli usuali, quindi, ma di profondo
significato, almeno nelle intenzioni del collegio dei docenti e del
consiglio d'istituto, che, presidente Franco Praino, ha provveduto
ad adeguare il regolamento ai nuovi orientamenti. S'è detto che
quest'anno i nostri allievi sono stati indotti a studiare un
frammento della storia letteraria e musicale del nostro territorio.
Quattro scrittori, Alario, Bloise, Pennini e Selvaggi, e due
musicisti, Campana e Giannicola, che hanno onorato la nostra
cittadina con i loro saggi, le loro poesie, le loro musiche, sei
protagonisti a cui la nostra comunità dev'essere riconoscente e le
cui storie le giovani generazioni devono conoscere per percorrere le
strade del mondo consapevoli del loro patrimonio culturale. I nostri
giovani allievi e i loro docenti si sono accostati alla loro opera,
ne hanno tratto spunto per proprie considerazioni, hanno tentato di
capirne nessi e significati. Il frutto del loro lavoro è raccolto
nelle pagine seguenti, che vi preghiamo di leggere con indulgenza,
scusando le involontarie omissioni e tenendo presente sia che siamo
appena agli inizi di un'avventura finalizzata a radicare sempre più
la nostra scuola nel territorio sia che il percorso seguito ha avuto
necessità di riproporre, quasi sotto forma antologica, tanti
frammenti di scritti se non addirittura, interi documenti, poesie,
prose. Serviranno anche questi a dare uno spaccato del lavoro
compiuto e potranno essere consultati da quanti avranno bisogno di
riferimenti immediati, quasi di prima mano.
La tentazione di soffermarsi sul tema di quest'anno è forte ma
l'economia delle pagine induce a non dare ad essa retta. Una sola
considerazione è d'obbligo. Ed è questa: l'opera di questi sei
personaggi, come quella dei tanti altri, non può e non deve essere
costretta negli angusti confini del contado. Sarebbe fare un grande
torto non solo a loro ma alla storia dell'intera nostra cultura
regionale, se non alla cultura tout court, a cui i nostri hanno dato
un contributo notevole. Solo se riusciremo a fare questo i nostri
allievi, e noi con loro, porremo Cassano, il suo territorio e i suoi
uomini nel contesto che giustamente meritano, nell'inarrestabile
flusso della temperie storica in cui anche i piccoli grani di sabbia
sono parte essenziale del grande mare della civiltà mediterranea ed
europea, che, tanto per richiamare Selvaggi, ha permeato di sé il
mondo intero.
A questo punto non ci resta che ringraziare coloro i quali hanno
reso possibile questa esperienza: gli allievi delle classi terze,
innanzitutto; i loro professori (in particolare Pasquale Alfano,
Maria Paola Borsetta, Ornella Cannataro, Giacinto Casella, Eleonora
Napoli, Ugo Santoro, Anna Maria Scaravaglione, che ha coordinato i
lavori); Giovanna Di Chiara, discendente di Biagio Lanza, che
prosegue l'opera iniziata dalla zia, Eleonora Paterno, e continuata
della madre, Fiorella Paterno in Di Chiara, nel sostenere moralmente
e finanziariamente l'iniziativa; Aldo Jacobini, direttore dei
servizi generali e amministrativi di questa scuola, senza la cui
insostituibile opera non ci sarebbero stati i presupposti
amministrativi a sostegno dell'intera attività; i nipoti di don
Francesco Pennini, Francesco e Maria Lione; Valeria Giannicola,
figlia di Luigi; don Giuseppe Campana, cugino di don Battista;
Angela Maradei, Rosa Di Benedetto, Aldo Jacobini ed Emilia Cirone,
della commissione del premio, che ha revisionato i lavori nel
rispetto delle linee decise dai docenti e dai loro alunni; il
comitato dei genitori degli alunni della scuola dell'obbligo,
rappresentato da Lucia Di Cunto, sprone e sostegno attento e
criticamente costruttivo per tutte le iniziative della scuola; tutto
il consiglio d'istituto, quanti hanno ricevuto i nostri allievi,
l'Amministrazione comunale di Cassano allo Ionio, sindaco Gianluca
Gallo, in testa. E infine, fuor di retorica, un grande
ringraziamento ai nostri sei personaggi, onore e vanto della nostra
intera comunità.
Carlo
Rango
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1
Gli atti della cerimonia di allora, preside Santino Di Stasi
e presidente del consìglio d'istituto Filippo vìdiri, sono
contenuti in: Cosimo Bruno (a cura), Quel 30 ottobre 1982
...: cerimonia per l'intitolazione della Scuola Media di
Cassano allo Jonio allo storico cassanese Biagio Lanza,
Edizioni GM Grafica Meridionale, Villa S. Giovanni 1983. Il
collegio dei docenti, preside Gaetano Santagada, aveva
deliberato l'intitolazione il 19 novembre 1979, il consiglio
d'istituto, presidente Domenico Paterno, lo aveva fatto il
23 novembre di quell'anno, la giunta municipale di Cassano
aveva concesso il nulla osta il 5 dicembre 1979, sindaco
Francesco D'Elia, il provveditore agli Studi di Cosenza,
Giuseppe Tucci, aveva decretato l'intitolazione il 9 giugno
1982. |
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N O T
I Z I A S U B I A G I O
L A N Z A
«Nacque da illustre famiglia a Cassano il 13 ottobre 1802 [...].
Adolescente di grandi promesse, ebbe a suo primo maestro il fratello
Giovanni Battista, sacerdote di molta cultura e Decano del Capitolo
Cattedrale. Spiccate erano le sue tendenze per le scienze
matematiche che coltivò sotto la guida del dottor Bavasso
nell'allora fiorentissimo seminario Diocesano. Compiuti gli studi
liceali, frequentò la facoltà di medicina, a Napoli, ove ebbe
docenti di fama come Antonucci e Trinchera. Si laureò in Medicina e
Chirurgia, con regio decreto di Francesco I, perché minore di età.
Insegnò per molti anni fisica e medicina. Brillantemente esercitò la
professione di medico. Scrisse molto. Morì a Cassano il 6 aprile
1863. E' sepolto in Cattedrale, nella Cappella San Giovanni, già Jus
patronatus della famiglia Lanza. Sulla sua tomba è scritto: «medico
insigne di stupende guarigioni e risanamenti giustamente in fama
venuto». Fu socio dell'Accademia medico-cerusica, di quella
cosentina, della messinese, di altre. Sua opera principale è la
Monografìa della città di Cassano Jonio e dei rioni di Lauropoli e
Doria, in cui è inserita la memoria sulle acque sulfuree
registrate e messe in luce dal Collegio Medico fiorentino, nel 1861,
per la sua importanza [dal titolo Descrizione ed analisi delle
acque semi-termi-minerali di Cassano nella Calabria Citra].
Altri scritti: Memoria sul colera Morbus del 1837, articoli
di medicina e chirurgia pubblicati su riviste e giornali, come l'Esculapio
e altri. Lasciò pure pregevoli manoscritti di letteratura e di
scienze. Con il fratello Giovanni Battista collaborò alla raccolta
di 1400 vocaboli cassanesi, di cui si è avvalso l'eminente
glottologo Gerardo Rohlfs, venuto a Cassano nel 1922, per il suo
pregevolissimo Dizionario dialettale delle tre Calabrie.
L'opera più importante di Biagio Lanza è Monografia della città
di Cassano Jonio, [...che] venne ultimata nel 1857 ma fu
pubblicata dopo la morte dell'Autore nel 1884 dal nipote Achille
Lanza»1
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1 Da: Relazione di Mons. Francesco Pennini, in
Quel 30 ottobre 1982 ... ; cerimonia per l'intitolazione
della Scuola Media di Cassano allo Jonio allo storico
cassanese Biagio Lanza, op. cit., pagg. 18-20 |
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