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Scuola Secondaria di Primo Grado
"Biagio Lanza"
Cassano Allo Ionio

Quattro scrittori e due musicisti  del novecento cassanese

Leonardo R. Alario, Gino Bloise
Mons. Francesco Pennini, Giuseppe Selvaggi
Mons. Giovanni Battista Campana, Luigi Giannicola

Un'unità di apprendimento del premio "B. Lanza "  - Classi Terze

Edizioni dell'autore
Anno scolastico 2005/2006

Il Libro è stato presentato il 14 Ottobre 2006
presso la sala convegni del Centro Sociale di Cassano Allo Ionio nell'ambito della manifestazione ExpoCassano 2006

P R E M E S S A
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Non cercherà il lettore di queste pagine il rigore metodologico della ricerca e l'esaustività delle notizie, delle biografie e dei repertori bibliografici. Non era questo lo scopo della nostra unità di apprendimento, che voleva e vuole più semplicemente indurre docenti e allievi della nostra scuola ad accostarsi alla ricchezza culturale del territorio cassanese, senza per questo trascurare l'obiettivo di familiarizzare con i rudimenti della ricerca bibliografica.
L'occasione ci è stata data dall'annuale premio "Biagio Lanza", illustre medico e cultore di storia locale a cui è stata doverosamente intitolata la nostra scuola nell'ormai lontano 30 ottobre 19821. Fu in quell'occasione che per volere del consiglio d'istituto venne istituito quel premio, una borsa per quegli allievi delle classi terze che si sarebbero distinti nello studio e nella trattazione di un aspetto della millenaria storia economica, sociale e culturale del territorio cassanese. Così negli anni si sono succedute varie ricerche: dagli aspetti squisitamente economici a quelli sociali a quelli più genericamente culturali.
La formula dopo tanti anni s'era un po' logorata. Ci si è allora chiesto se avesse senso continuare a "premiare" alcuni allievi o se fosse preferibile far sì che ognuno si sentisse premiato, come del resto accadeva negli ultimi anni. La risposta, ovvia, è stata di potenziare l'impegno di ciascuno "premiando" non tanto i prodotti quanto i processi e i percorsi didattici compiuti e per questo s'è deciso di non corrispondere più premi in danaro, che le limitate risorse finanziarie e l'elevato numero degli allievi avrebbero ridotto a somme irrisorie, ma di pubblicare il frutto delle ricerche di ciascuno affinché ne resti traccia non solo nell'archivio della scuola e nelle biblioteche del circondario ma anche, e soprattutto, nella storia individuale e collettiva di quanti si cimentano e si cimenteranno con il tema annualmente proposto, che quest'anno ha riguardato la storia letteraria e musicale del nostro territorio. Un "premio" diverso da quelli usuali, quindi, ma di profondo significato, almeno nelle intenzioni del collegio dei docenti e del consiglio d'istituto, che, presidente Franco Praino, ha provveduto ad adeguare il regolamento ai nuovi orientamenti. S'è detto che quest'anno i nostri allievi sono stati indotti a studiare un frammento della storia letteraria e musicale del nostro territorio. Quattro scrittori, Alario, Bloise, Pennini e Selvaggi, e due musicisti, Campana e Giannicola, che hanno onorato la nostra cittadina con i loro saggi, le loro poesie, le loro musiche, sei protagonisti a cui la nostra comunità dev'essere riconoscente e le cui storie le giovani generazioni devono conoscere per percorrere le strade del mondo consapevoli del loro patrimonio culturale. I nostri giovani allievi e i loro docenti si sono accostati alla loro opera, ne hanno tratto spunto per proprie considerazioni, hanno tentato di capirne nessi e significati. Il frutto del loro lavoro è raccolto nelle pagine seguenti, che vi preghiamo di leggere con indulgenza, scusando le involontarie omissioni e tenendo presente sia che siamo appena agli inizi di un'avventura finalizzata a radicare sempre più la nostra scuola nel territorio sia che il percorso seguito ha avuto necessità di riproporre, quasi sotto forma antologica, tanti frammenti di scritti se non addirittura, interi documenti, poesie, prose. Serviranno anche questi a dare uno spaccato del lavoro compiuto e potranno essere consultati da quanti avranno bisogno di riferimenti immediati, quasi di prima mano.
La tentazione di soffermarsi sul tema di quest'anno è forte ma l'economia delle pagine induce a non dare ad essa retta. Una sola considerazione è d'obbligo. Ed è questa: l'opera di questi sei personaggi, come quella dei tanti altri, non può e non deve essere costretta negli angusti confini del contado. Sarebbe fare un grande torto non solo a loro ma alla storia dell'intera nostra cultura regionale, se non alla cultura tout court, a cui i nostri hanno dato un contributo notevole. Solo se riusciremo a fare questo i nostri allievi, e noi con loro, porremo Cassano, il suo territorio e i suoi uomini nel contesto che giustamente meritano, nell'inarrestabile flusso della temperie storica in cui anche i piccoli grani di sabbia sono parte essenziale del grande mare della civiltà mediterranea ed europea, che, tanto per richiamare Selvaggi, ha permeato di sé il mondo intero.
A questo punto non ci resta che ringraziare coloro i quali hanno reso possibile questa esperienza: gli allievi delle classi terze, innanzitutto; i loro professori (in particolare Pasquale Alfano, Maria Paola Borsetta, Ornella Cannataro, Giacinto Casella, Eleonora Napoli, Ugo Santoro, Anna Maria Scaravaglione, che ha coordinato i lavori); Giovanna Di Chiara, discendente di Biagio Lanza, che prosegue l'opera iniziata dalla zia, Eleonora Paterno, e continuata della madre, Fiorella Paterno in Di Chiara, nel sostenere moralmente e finanziariamente l'iniziativa; Aldo Jacobini, direttore dei servizi generali e amministrativi di questa scuola, senza la cui insostituibile opera non ci sarebbero stati i presupposti amministrativi a sostegno dell'intera attività; i nipoti di don Francesco Pennini, Francesco e Maria Lione; Valeria Giannicola, figlia di Luigi; don Giuseppe Campana, cugino di don Battista; Angela Maradei, Rosa Di Benedetto, Aldo Jacobini ed Emilia Cirone, della commissione del premio, che ha revisionato i lavori nel rispetto delle linee decise dai docenti e dai loro alunni; il comitato dei genitori degli alunni della scuola dell'obbligo, rappresentato da Lucia Di Cunto, sprone e sostegno attento e criticamente costruttivo per tutte le iniziative della scuola; tutto il consiglio d'istituto, quanti hanno ricevuto i nostri allievi, l'Amministrazione comunale di Cassano allo Ionio, sindaco Gianluca Gallo, in testa. E infine, fuor di retorica, un grande ringraziamento ai nostri sei personaggi, onore e vanto della nostra intera comunità.

Carlo Rango

1 Gli atti della cerimonia di allora, preside Santino Di Stasi e presidente del consìglio d'istituto Filippo vìdiri, sono contenuti in: Cosimo Bruno (a cura), Quel 30 ottobre 1982 ...: cerimonia per l'intitolazione della Scuola Media di Cassano allo Jonio allo storico cassanese Biagio Lanza, Edizioni GM Grafica Meridionale, Villa S. Giovanni 1983. Il collegio dei docenti, preside Gaetano Santagada, aveva deliberato l'intitolazione il 19 novembre 1979, il consiglio d'istituto, presidente Domenico Paterno, lo aveva fatto il 23 novembre di quell'anno, la giunta municipale di Cassano aveva concesso il nulla osta il 5 dicembre 1979, sindaco Francesco D'Elia, il provveditore agli Studi di Cosenza, Giuseppe Tucci, aveva decretato l'intitolazione il 9 giugno 1982.

 

N O T I Z I A    S U    B I A G I O    L A N Z A
«Nacque da illustre famiglia a Cassano il 13 ottobre 1802 [...]. Adolescente di grandi promesse, ebbe a suo primo maestro il fratello Giovanni Battista, sacerdote di molta cultura e Decano del Capitolo Cattedrale. Spiccate erano le sue tendenze per le scienze matematiche che coltivò sotto la guida del dottor Bavasso nell'allora fiorentissimo seminario Diocesano. Compiuti gli studi liceali, frequentò la facoltà di medicina, a Napoli, ove ebbe docenti di fama come Antonucci e Trinchera. Si laureò in Medicina e Chirurgia, con regio decreto di Francesco I, perché minore di età. Insegnò per molti anni fisica e medicina. Brillantemente esercitò la professione di medico. Scrisse molto. Morì a Cassano il 6 aprile 1863. E' sepolto in Cattedrale, nella Cappella San Giovanni, già Jus patronatus della famiglia Lanza. Sulla sua tomba è scritto: «medico insigne di stupende guarigioni e risanamenti giustamente in fama venuto». Fu socio dell'Accademia medico-cerusica, di quella cosentina, della messinese, di altre. Sua opera principale è la Monografìa della città di Cassano Jonio e dei rioni di Lauropoli e Doria, in cui è inserita la memoria sulle acque sulfuree registrate e messe in luce dal Collegio Medico fiorentino, nel 1861, per la sua importanza [dal titolo Descrizione ed analisi delle acque semi-termi-minerali di Cassano nella Calabria Citra]. Altri scritti: Memoria sul colera Morbus del 1837, articoli di medicina e chirurgia pubblicati su riviste e giornali, come l'Esculapio e altri. Lasciò pure pregevoli manoscritti di letteratura e di scienze. Con il fratello Giovanni Battista collaborò alla raccolta di 1400 vocaboli cassanesi, di cui si è avvalso l'eminente glottologo Gerardo Rohlfs, venuto a Cassano nel 1922, per il suo pregevolissimo Dizionario dialettale delle tre Calabrie. L'opera più importante di Biagio Lanza è Monografia della città di Cassano Jonio, [...che] venne ultimata nel 1857 ma fu pubblicata dopo la morte dell'Autore nel 1884 dal nipote Achille Lanza»1

1 Da: Relazione di Mons. Francesco Pennini, in Quel 30 ottobre 1982 ... ; cerimonia per l'intitolazione della Scuola Media di Cassano allo Jonio allo storico cassanese Biagio Lanza, op. cit., pagg. 18-20

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