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“ I L   M A R E    E    L A    C O N C H I G L I A ”
I RICORDI DI UN UOMO IN UN VIAGGIO TRA I SOGNI,
 LA REALTA’ E UN PAESE MAI DIMENTICATO

un romanzo di  Pierfranco Bruni

DOMENICA 27 MAGGIO AL TG 2 NOTTE  E A BARCELLONA

Il mare e la conchiglia

intervista a
Pierfranco Bruni
a cura di
Maria Concetta Mattei
TG2 Notte
domenica 27 Maggio 2007

 I L    V I D E O

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Pierfranco Bruni

Sarà presentato al TG2 Notte domenica 27 maggio e a Barcellona, il prossimo 29 maggio, alla Casa delle Culture, il recente romanzo di Pierfranco Bruni dal titolo: “Il mare e la conchiglia”, (pubblicato da Pellegrini Editore). Giunto, in poche settimane alla seconda edizione, presenta una scrittura innovativa e una tematica nella quale l’incontro tra radici e ricordi resta fondamentale. È un romanzo che supera la stessa impostazione dell’attuale dibattito e offre una proposta alternativa.

Lo scrittore – io narrante è un personaggio disincantato. Dopo aver attraversato diverse esperienze umane e politiche si trova davanti ad un bivio: continuare a discutere di politica e di impegno oppure ritornare “a casa”, ovvero a quelle memorie che sono state luogo di un’infanzia e di una giovinezza tra le strade di un paese. Alla fine lo scrittore si concede al disincanto senza però perdere di vista il conflitto – crisi dei nostri giorni.

L’io narrante fa una scelta precisa. Ma dentro questo viaggio che si compie, e che il lettore compie dentro il romanzo stesso, i tasselli politici sono abbastanza evidenti. D’altronde è un libro di chiarificazione che si aggiunge ai romanzi precedenti e soprattutto a “il paese del vento” e a “Quando fioriscono i rovi”. È come se chiudesse una trilogia anche se a questo percorso va aggiunto certamente il romanzo del 1998 dal titolo: “L’ultima primavera”, nel quale si vive un confronto generazionale nella temperie degli “anni di piombo”.

Nei romanzi prima citati i personaggi sono abbastanza evidenti e campeggiano attraverso scenari ben definiti in “Il mare e la conchiglia”, invece, non ci sono personaggi ben definiti anche se intorno alla “donna del faro”, metafora personaggio in quest’ultimo scritto, si muovono attraversamenti esistenziali, religiosi e simbolici. In realtà in questo romanzo (composto da tre storie non storie o meglio tra tre viaggi nel sogno) si compie quel gioco ad incastro tra modello narrativo tradizionale, io narrante e disincanto. Una poetica che apre una prospettiva altra rispetto al dibattito sulla letteratura che si è sviluppato proprio in questi giorni.

Il romanzo di Bruni è una nuova strada letteraria che permette di superare sia gli steccati dell’impegno le posizioni che sottolineano il disinteresse verso la letteratura stessa. C’è un punto fisso intorno al quale ruota la voce narrante ed è la memoria fatta di luoghi e di sogni.

Pierfranco Bruni ha dichiarato “Ho pensato a lungo a questo libro. Non so, mi creda, se toglie o aggiunge qualcosa di nuovo ai precedenti romanzi. Io compio il mio viaggio al di là delle visioni critiche. Lo scrittore del viaggio resta un perno fondamentale nel mio essere scrittore se tale posso essere considerato. Ma è un percorso che ha una sua linearità. O forse una sua circolarità. E il tutto si gioca sulla presenza o meno dei personaggi. Quando affiorano hanno un senso preciso. Quando non ci sono, come in parte nel caso di questo mio ultimo libro, campeggiano ugualmente sulla pagina. Cosa sono le emozioni, le sensazioni, le nostalgie? Io comunque ho sempre amato il romanzo non romanzo…”.

Si tratta di un romanzo intriso anche di elementi politici che entrano tra i tracciati di un’esistenza. Dichiara Bruni: “Vado oltre la politica. Vado oltre l’ideologia. Il mio poemetto dedicato a “Giovanni Paolo II” e presentato a Santo Domingo è un atto rivelatore. Solo la Chiesa oggi diventa riferimento. Per me resta un pilastro. Capire il senso e l’orizzonte del Cristianesimo, oltre ogni forma laica, significa vivere il mistero non perdendo mai di vista il tempo dell’uomo. Sono molto ancorato alla dottrina cristiana e solo da questa, a mio avviso, possono giungere riferimenti veri”.

Si tratta di un libro, dunque, che fa discutere e sottolinea la forza della scrittura attraverso un modello linguistico che ha una forte componente lirica pur non trascurando gli elementi narrativi.

fonte Comunicato Stampa

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