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Sibari –S’è risolta ai supplementari la sfida finale della 21°
edizione del torneo calcistico “A. Rodio” al termine della quale
ha incoronato vincitore il Bar Giada che ha battuto per 5 -3 un
mai domo Fusion Bar. Una gara avvincente e spettacolare quella
vista sull’affollato rettangolo verde di Lattughelle risoltasi
alla fine in favore dell’ottovolante del presidente Sibarelli
che ha avuto in Falco prima e in Cannataro e Rusciani poi,
autori entrambi di una doppietta, gli artefici del successo.
Onore e merito va anche agli avversari che con Forte, alias “Boniek”,
a segno due volte e Brillante, hanno cercato di contrastare la
vittoria del team sibarita. La presenza al torneo di nomi di
calciatori come quelli appena citati, insieme a tanti altri,
testimoniano l’alto livello tecnico raggiunto dalla competizione
e perciò sempre più seguita da osservatori e addetti ai lavori
di club calcistici non solo della sibaritide. In coda alla
manifestazione il consueto momento della premiazione. Tutti sul
palco per ricevere dalle mani del sindaco di Cassano Ionio,
Gianluca Gallo i meritati riconoscimenti. Ad essere premiati,
Giuseppe Forte quale miglior goleador del torneo; A Salvatore
Grandinetti, come miglior portiere, è andata la targa “F.
Capuano”. Riconoscimento anche per Liborio Salerno, ritenuto
miglior giovane del torneo cui è stata assegnata la targa “S.
Visciglia”. La coppa disciplina “A. Iacobini e A. Antolino” è
stata invece appannaggio della squadra del Lattughelle del
presidente Nicola Leone. Alla fine per tutti è arrivato un
meritato rinfresco a base di vino e non solo accompagnato da
genuini prodotti tipici preparati dalle abili e sapienti mani
delle signore di Lattughelle. Cala dunque il sipario sulla
manifestazione sportiva che anche quest’anno ha fatto centro
avendo avuto un lusinghiero riscontro di pubblico. Questo grazie
anche alla cura e alla competenza più che decennale profusa dal
patron Pompeo La Banca unitamente ad un gruppo di amici. Una
manifestazione partecipata anche nel segno della memoria e
testimoniata “nella marcia della speranza” per le vie del
popoloso quartiere Lattughelle che vuole tenere vivo il ricordo
delle giovani vite dei suoi figli tragicamente spezzate: Andrea,
Angelo, Stefano, Aldo, Francesco e Antonio.
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