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Ha
viaggiato come un treno, ad una velocità media di quasi 34
chilometri orari, aggiudicandosi tutti i gran premi della
montagna e mettendo fra sé ed il secondo oltre 7 minuti. Dati e
cifre raccontano l’incredibile impresa di Carmine Stefanile,
detto il cannibale, quarantaquattrenne di Nola e punta di
diamante della “Ciclosport 4 pini”, che ieri ha fatto
letteralmente sua la quarta edizione della Granfondo della
Sibaritide, tappa sibarita del campionato nazionale cicloamatori,
organizzata dagli instancabili atleti del locale gruppo
ciclistico sportivo “Armando Gatto”, diretto dal presidentissimo
Francesco Corrado.
Cronache dal mondo del pedale: alla partenza da Marina di Sibari,
il termometro segna 26 gradi ed il sole picchia forte. La
direzione di corsa è affidata ad Alfonso Sessa. Graziano Iunti e
Michele Braiotta sono invece i giudici di gara. Al via si
presentano in 290, provenienti da ogni angolo d’Italia: Lazio,
Campania, Sicilia, persino Lombardia e Piemonte. Tra loro, fuori
gara, anche il professionista Antonio Daniello, della “Ceramiche
Flaminia”, e le vecchie glorie del ciclismo bruzio, i fratelli
Mario e Giuseppe Faraca. Al quinto chilometro, quando la
carovana entra a Sibari, il primo tentativo di fuga, promosso
dal trio Palombo-Nolè-Bovi. Ma l’attacco dura un soffio: alle
porte di Cassano, Stefanile ha già ripreso i fuggitivi,
iniziando la sua cavalcata solitaria verso la vittoria. Il
campione nolano, che appena domenica scorsa aveva sfiorato il
successo alla Granfondo di Sorrento, chiudendo al secondo posto,
si trasforma in scheggia imprendibile e colleziona, l’uno dopo
l’altro, i gran premi della montagna di Cassano, Firmo e
Saracena, fiondandosi poi in discesa a velocità impressionanti,
superiori ai 90 km/h. Alle sue spalle, il vuoto. Chi resiste
alla selezione naturale d’un percorso arduo (saranno decine i
ritirati), combatte per ciò che resta. Alla fine, dopo la
discesa dai monti del Pollino ed il passaggio a Castrovillari,
Frascineto, Civita e Francavilla Marittima, il ritorno a Marina
di Sibari. Sotto lo striscione del traguardo, posto tra i prati
dell’hotel “Minerva”, la classifica prende forma: primo
Stefanile, secondo il suo compaesano Antonio Giannetti, in forza
alla “Cicli magnum Nola”. Sul terzo gradino del podio, un
compagno di squadra del cannibale, Carmine Galletta da
Pomigliano d’Arco. Chiude invece al sesto posto uno dei
favoriti, il calabrese Angelo Prospato. Buona anche la
prestazione dei pedalatori del Gsc “Gatto”, che piazzano Natale
Rosito, Domenico Forte e Luigi Solferino tra i primi cinquanta.
Oggi la Granfondo chiuderà i battenti, con la gara di mountain
bike in programma tra i vicoli del borgo antico cassanese.
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