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Sì al campo da golf ed all’annesso villaggio turistico, ma con
l’avvertenza di prestare attenzione all’impatto sulle risorse
idriche. Questo il giudizio che la Regione Calabria ha espresso
in merito al progetto che prevede la creazione a Sibari, da
parte di “Italia turismo”, società controllata da “Sviluppo
Italia”, di un polo turistico con al centro un verdeggiante
green a nove buche. L’elaborato progettuale, già sottoposto a
valutazione ambientale ma poi modificato, non avrà bisogno di un
nuovo esame. Dovrà comunque garantire il rispetto delle
prescrizioni dettate a tutela dell’equilibrio idrico della
Sibaritide, messo a repentaglio dal proliferare di pozzi
artesiani abusivi e dall’indiscriminato uso delle acque di
falda, causa indiretta della subsidenza che determina il lento
sprofondamento della Piana. Da sottolineare: dagli allegati alla
progettazione, si desume che <<il fabbisogno idrico del nuovo
comprensorio in fase d’esercizio sarà pari a circa 200.000 metri
cubi>>. A conti fatti, almeno nei mesi estivi, servirebbe una
portata di 19,30 litri al secondo, per gran parte da attingere
dalla rete comunale. <<Si prescrive – impone ora la Regione
Calabria – il monitoraggio idraulico e geochimico del pozzo
comunale “Lo Caso”, da avviare prima dell’apertura del
villaggio, in una situazione antecedente l’inizio di emungimento.
Una volta realizzato l’allaccio idrico e la realizzazione del
sistema di deferrizzazione, si dovrà procedere ai controlli
anche per verificare l’assenza di risalita del cuneo idrosalino>>.
Precauzioni alle quali s’assommano le verifiche richieste <<a
protezione dell’ambiente dunale e retrodunale e del substrato
sabbioso>>, nonché la raccomandazione di modificare gli impianti
per mantenere o aumentare l’efficienza di risparmio idrico>>. Il
golf? Si diceva un tempo fosse cosa da ricchi. Adesso, è
permesso solo a chi ha l’acqua.
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