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Vandali a scuola: il Consiglio d’istituto critica
l’amministrazione comunale. Diventa dunque oggetto d’un
confronto istituzionale, a tratti polemico, il raid vandalico di
cui è rimasto vittima l’istituto comprensivo “Giuseppe
Troccoli”. All’indomani del blitz, infatti, ferma è la presa di
posizione di dirigenza scolastica, insegnanti e rappresentanti
dei genitori, condensata in un documento approvato dal Consiglio
d’istituto. <<Chi è entrato nottetempo nell’edificio – si
afferma - ha cercato di devastarlo. Soltanto le porte blindate
hanno impedito che l’opera di annientamento si propagasse alla
sala video, all’aula di musica ed al laboratorio multimediale>>.
Una furia che per il popolo del “Troccoli” ha una matrice
chiara: <<Non si mirava alla sospensione delle lezioni, ma a
colpire l’azione didattica della scuola, che con le due
parrocchie rappresenta l’unico presidio di civiltà e democrazia,
con grave smacco per quei gruppuscoli della manovalanza
delinquenziale locale che vorrebbero fare del paese un luogo di
paura, senza identità nè futuro>>. È la lettura che schiude la
via alla critica: <<Lauropoli fa ancora parte del comune di
Cassano? Quali sono le attività che l’amministrazione intende
avviare per aggredire il disagio sociale dilagante? È possibile
mettere in campo gli strumenti propri della società civile,
ovvero la cultura, le arti e lo stimolo alla presenza umana
nelle piazze? Quanto ancora dovremo attendere prima di ottenere
la messa in sicurezza della scuola, l’agibilità del cortile, la
presenza di un vigile urbano all’uscita dalle lezioni e la
realizzazione di una palestra?>>. Il secondo quesito è rivolto
alla comunità lauropolitana: <<È possibile convincere i nostri e
vostri figli che la scuola è un bene comune? Riusciamo tutti
insieme a diffondere nei nostri ragazzi il principio di
responsabilità?>> S’attendono risposte prima del prossimo
assalto barbarico.
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