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Mercoledì 12 Dicembre 2007

Cassano – Cassano torna ad essere abbandonata a se stessa anche dalla politica dell'Azienda Sanitaria Provinciale.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 22.12.07  h. 23.00

Pochi soldi, niente specialisti, sospeso il servizio di chirurgia. E i pazienti? S’arrangeranno. Parole poche per descrivere la filosofia, del resto spicciola, che sembra caratterizzare le politiche sanitarie pensate per Cassano. L’ultima chicca è la cronaca dell’ennesimo scippo silenzioso: in una nota inviata ai medici di base, l’Azienda sanitaria provinciale, per il tramite del distretto sanitario di Trebisacce, fa sapere che dal primo gennaio, <<per la mancanza di specialisti>, sarà <<temporaneamente sospeso>> il servizio di chirurgia. Risultato: il poliambulatorio perderà un’altra importante branca e, quel che è peggio, le conseguenze saranno nefaste. Verranno infatti meno non solo le prestazioni ambulatoriali, ma anche quelle domiciliari, di cui usufruivano centinaia di anziani e portatori d’handicap costretti a letto o all’immobilità da gravi patologie. <<Siamo stufi di questo andazzo>>, sbotta l’assessore municipale alla salute, Maria Cecilia Renne. <<I nostri inviti a dare risposte alle esigenze dei cassanesi sono caduti nel vuoto. A questo punto, le parole sono inutili: non resta che la protesta. Civile, ma pur sempre ferma ed anche eclatante, per richiamare l’attenzione delle istituzioni regionali sullo stato della sanità in città>. La mente ritorna al poliambulatorio: per una radiografia servono 25 giorni d’attesa, per un elettrocardiogramma quattro mesi, addirittura il doppio per un ecocardiogramma. La musica non cambia ad endocrinologia e diabetologia. Ci sono poi il servizio di oculistica, alle prese con la cronica mancanza di strumentazione, e lo scomparso servizio di cardiologia (anch’esso da mesi <<temporaneamente sospeso>>). Sullo sfondo, resta il problema. Pratico, e politico: nonostante le delibere adottate dal consiglio comunale all’unanimità, l’offerta sanitaria cassanese, da luglio privata anche delle prestazioni della clinica sibarita “Madonna delle Grazie”, è sostanzialmente inesistente.
Lo chiamano diritto alla salute. Con quale faccia e quale coraggio, non è dato sapere.
 

Gianpaolo Iacobini

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