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<<Gli interventi strutturali necessari a garantire la
navigabilità del canale Stombi vanno eseguiti senza
tentennamenti>>. Cgil, Cisl e Uil richiamano la Regione Calabria
alle proprie responsabilità in merito al destino del porto
turistico sibarita: il dato è emerso ieri, nel corso di un
incontro promosso dall’associazione “Laghi di Sibari”, al quale
hanno partecipato, oltre al Comune di Cassano, i referenti di
Lega Navale Italiana e del circolo “Amici del mare”, nonché il
segretario comprensoriale della Cgil, Orlando Bonadies, in
rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil. Assente, invece, la
Provincia di Cosenza. All’ordine del giorno, il progetto
Matteotti, concernente il prolungamento dei moli del dispettoso
rigagnolo che unisce al mare aperto il centro nautico: la
Regione, che pure aveva approvato e finanziato l’idea
progettuale, in un secondo momento è tornata sui propri passi,
ritenendo la soluzione considerata affatto risolutiva. <<Ma se
così stanno le cose – hanno osservato i partecipanti alla
riunione – l’ente ha il dovere di elaborare e prospettare
ipotesi alternative, in assenza delle quali deve ritenersi
valida l’unica al momento esistente>>. Ovvero, proprio il
progetto Matteotti. Ad ogni modo, per passare dalle parole ai
fatti, Comune, associazione, sindacati e circoli hanno stabilito
una precisa tabella di marcia: il Municipio ionico, dal canto
suo, s’è impegnato a convocare, entro la metà di gennaio, una
conferenza di servizi sulla questione. Cgil, Cisl e Uil, invece,
hanno sposato la causa annunciando che ne faranno punto da
inserire nella piattaforma per lo sviluppo della Calabria, ma
anche argomento di confronto (insieme all’aeroporto di Sibari ed
al porto di Corigliano) da trattare a fine gennaio, nel corso
del faccia a faccia già in scaletta tra gli stessi sindacati ed
il ministro ai trasporti, Alessandro Bianchi.
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