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Il Governo taglia, i Tribunali chiudono. E la provincia di
Cosenza potrebbe perdere almeno uno dei suoi quattro Palazzi di
giustizia. A correre i rischi più seri, il Tribunale di Rossano,
ma anche Paola e Castrovillari, pure messi meglio, non possono
dirsi al sicuro, come invece l’intoccabile Cosenza.
Fonte d’ogni pericolo è un piano elaborato dal Ministro del
Tesoro, Tommaso Padoa Schioppa. Il progetto targato Tps ha un
nome d’importazione, “Spending review”, sinonimo dell’italica
revisione di spesa, per mezzo della quale si mira
all’abbattimento dei costi della pubblica amministrazione.
Finalità da perseguire, nelle intenzioni del titolare del
dicastero di via XX Settembre, attraverso tagli per 10 miliardi
di euro l’anno ai bilanci di cinque ministeri, tra i quali anche
quello alla Giustizia. In questo caso, risparmi ed economie
potrebbero venire, spiegano in un comunicato stampa i tecnici
del Tesoro ed il portavoce della commissione ministeriale
all’uopo costituita, <<dalla revisione delle dimensioni degli
uffici giudiziari, che se fossero maggiori porterebbero ad una
specializzazione dei giudici e ad un uso più efficiente delle
risorse umane>. Il che, tradotto in parole povere e concetti
pratici, si concretizzerebbe nell’attuazione di un <<piano
operativo di accorpamento dei tribunali sottodimensionati>>,
cioè con meno di 15 giudici in servizio. Situazione che, stando
a dati ufficiosi, riguarderebbe oltre la metà dei Palazzi di
giustizia sparsi per l’Italia.
Dal generale al particolare: nel cosentino, fatti salvi il
Tribunale della città capoluogo e quello di Paola (forte di 16
magistrati), sarebbe in bilico (ma con concrete e robuste
speranze di sopravvivenza, almeno stando ai numeri) quello di
Castrovillari, che può contare su una dotazione di 15 giudici.
Spacciato, sulla carta, il Tribunale di Rossano (con solo 8
magistrati), del quale meno di un anno fa, rispondendo ad
un’interrogazione parlamentare, il Guardasigilli Clemente
Mastella aveva garantito l’estraneità a qualsiasi processo di
razionalizzazione e che ora, invece, se la “Spending review”
dovesse trasformarsi in legge, potrebbe essere fagocitato da
Cosenza o Castrovillari.
Ipotesi tecniche e nulla più, che hanno però già fatto scattare
le prime allarmate reazioni. A Lagonegro, ad esempio, nella
vicina Basilicata, il locale Ordine degli avvocati ha proclamato
lo stato di agitazione per protestare contro un progetto
considerato una iattura per le sorti del diritto e della
legalità. Altrettanto potrebbero fare, a breve, altri Consigli
forensi, tra i quali quelli di Rossano e Castrovillari, dove la
vicenda della soppressione dei tribunali subprovinciali viene da
sempre combattuta e monitorata con particolare attenzione e
dedizione.
Nei prossimi giorni, intanto, proprio a Castrovillari, ribadisce
l’amministrazione comunale, avranno inizio i lavori per la
costruzione del nuovo Palazzo di giustizia. Anche perché quello
vecchio continua a perdere pezzi: dopo allagamenti ed accidenti
vari, la neve caduta copiosa tra sabato e lunedì scorsi ha
causato infiltrazioni d’acqua che sono state causa del distacco
di lastre di cartongesso dal soffitto dell’aula magna. È la foto
della giustizia in Calabria. Vorrebbero renderla presentabile
tagliando ed accorpando. La domanda sorge spontanea: è davvero
questo il rimedio giusto? E soprattutto: basterà?
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