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Passata la bufera, torna il sole, ma restano le buche. E la
circolazione stradale diventa una pericolosa corsa ad ostacoli.
Archiviati il gelo e la neve degli ultimi giorni, la Calabria
ionica si ritrova a far di conto con le insidie lasciate, lungo
le principali arterie stradali del comprensorio, dal maltempo. A
patire i danni peggiori, la statale 534, anello di congiunzione
tra il corridoio ionico-adriatico e l’autostrada Salerno-Reggio
Calabria. L’asfalto, letteralmente divorato dalla pioggia e dal
ghiaccio (soprattutto tra gli svincoli di Doria e Sibari), si
presenta infatti in più punti come una sottile fetta di gruviera
nelle cui buche, ampie e già profonde diversi centimetri,
rovinano inesorabilmente gli automobilisti di passaggio con le
loro auto. Conseguenze immediate: forature e sospensioni
ammaccate, accompagnate, in qualche circostanza, da sbandate e
lievi sinistri. L’accortezza e il destino hanno finora
scongiurato il verificarsi di gravi incidenti, ma l’intervento
riparatore si rende inevitabile. Lungo la 534, come pure sulla
bretella che lega la vecchia statale 106 alla 106 bis.
Leggermente migliore, invece, la situazione lungo la ionica: i
tratti di recente asfaltati tra Sibari e Rossano hanno retto
all’inclemenza metereologica, ma restano ad oggi per gran parte
sforniti di segnaletica orizzontale: niente strisce a delineare
corsie di marcia e limiti di carreggiata, nessuna indicazione di
obblighi o divieti. Proteste si levano invece, dai comuni a sud
di Rossano, i cui amministratori segnalano situazioni già ben
oltre il limite della decenza, specie tra Corsia e Cariati. La
speranza è che a tutto si ponga rimedio presto. Magari prima
della prossima tragedia, anche se il copione della
statale-gruviera è affatto inedito. Già sul finire del 2006,
infatti, proprio a ridosso delle festività natalizie, la 106 bis
e la 534 erano state sforacchiate dal maltempo, divenendo per
questo un caso politico e giudiziario. <<Alle già precarie
condizioni del manto stradale, che in molti punti mette in
pericolo l'incolumità degli automobilisti – tuonava in
Parlamento il deputato ulivista Dorina Bianchi - si sono
aggiunte frane ed interruzioni. Pericolosi rallentamenti causati
delle buche presenti sulla carreggiata nel tratto tra Rossano,
Corigliano, Sibari e Nova Siri hanno indotto la polizia stradale
ad imporre il limite di velocità di 40 chilometri orari e la
Procura di Rossano ad aprire un’inchiesta per accertare cause e
responsabilità dei continui incidenti>>. Era il 16 gennaio del
2007: undici mesi dopo, mentre le buche sono ricomparse più
profonde che mai, quell’interrogazione è ancora in attesa di
risposta. E il Governo? Lo scorso ottobre ha annunciato il
finanziamento della nuova statale 106 ter. A novembre, poi, ha
formalizzato alla Camera l’impegno <<a predisporre la messa in
sicurezza di tratti che sono diventati assolutamente
impercorribili>>.
Intanto, però, le statali calabresi continuano a finire in
cronaca: bastano un acquazzone o un po’ di neve per trasformarle
in mulattiere.
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