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Lunedì 31 Dicembre 2007

Cassano – Ritratto di un anno trascorso nella speranza e nella delusione.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 01.01.08  h. 12.00


Veduta di Cassano


L’anno delle grandi speranze e delle grandissime delusioni. L’anno del nuovo vescovo, e della nuova giunta. L’anno delle manette. Il 2007, l’anno che fu, comincia con l’addio di monsignor Domenico Graziani: chiamato alla guida dell’arcidiocesi di Crotone, il presule parte il 10 gennaio. La Diocesi è affidata alle cure d’un amministratore apostolico. Intanto, Cassano litiga sul teatro: riaperto dopo quasi venti anni, è tenuto a battesimo da una feroce polemica sulle modalità di gestione della campagna abbonamenti. Analogo scontro si consuma sull’ipotesi di far di Sibari un patrimonio mondiale Unesco. A marzo la cronaca si tinge di rosso: nei vicoli del borgo antico l’ottantaduenne Luigi Perciaccante uccide a pistolettate il genero, Giuseppe Calabrese. Arrestato dai Carabinieri, si suiciderà in carcere. A scaldare gli animi, pure le contrapposizioni sul piano di opere pubbliche del Comune: il progetto di ristrutturazione dell’arena centrale non piace ai residenti del quartiere, che occupano i cantieri bloccando l’esecuzione dell’opera, ancor oggi incompleta. Sorte identica tocca a tanti altri interventi. Emblematici il caso delle strisce blu, l’ipotesi di pedonalizzazione di via monsignor Occhiuto, la riqualificazione del centro servizi sibarita: i permessi che non arrivano, la farraginosità della macchina burocratica, le proteste di piazza (a volte di marciapiede) paralizzano la buona volontà di Palazzo di città. Che, prudente, tira il freno a mano e resta a guardare, aspettando che sia il tempo a decidere. Ed il tempo che passa, scandito dai cronometri della Granfondo della Sibaritide che ad aprile proietta Cassano nell’Olimpo del ciclismo, corre veloce fino al 13 maggio, quando la Diocesi ritrova il suo pastore in monsignor Vincenzo Bertolone, siciliano mite e timido, dal polso fermo e dalle grandi idee, che entra in Duomo tra due ali di folla. Arriva giugno: Sibari s’esercita nelle prove tecniche di scissione, per mano di un comitato che individua nell’autonomia amministrativa la soluzione ad ogni male. Nello stesso mese, il Municipio viene inserito nella comunità montana, al suon delle fanfare d’ogni banda politica. Ne uscirà, ancor prima d’entrarvi, pochi mesi più tardi, stavolta nel silenzio generale. Lo stesso che cala sulla città all’alba del 10 luglio; gli unici a far rumore sono gli sciami di Carabinieri che, su ordine della Procura distrettuale antimafia, con 60 arresti stringono il cerchio attorno al (presunto) clan mafioso diretto, secondo gli inquirenti, dalla famiglia Forastefano. Sempre a luglio: durante la terza edizione del festival cinematografico “Le notti dello statere”, Sibari riceve la visita di Michele Placido. In consiglio comunale la maggioranza salva dalla sfiducia il presidente Antonio Golia e vara la nuova giunta: fuori gli assessori Di Vincenzo, De Rose e Gioia, dentro Maffia, Pescia e Iacobini. Agosto fa registrare le solite polemiche su Marina di Sibari, un tentato omicidio per una lite tra giovani, la scomparsa della formazione del Lattughelle dal panorama calcistico. Settembre va in archivio con la visita di Emanuele Filiberto di Savoia, Ottobre con la ripresa del dibattito sulle ferriti di zinco, che stoccate illegalmente nei campi della Piana, da anni attendono d’essere bonificate. A metà novembre, senza grandi polemiche e praticamente all’unanimità, l’assemblea consiliare vota le convenzioni per la realizzazione di due parchi eolici. Due settimane più tardi, è tempo di storia, con monsignor Bertolone che lascia la sua prima impronta nella vita della Diocesi, organizzando un convegno sulla Parola di Dio, cui partecipano oltre settecento tra sacerdoti, religiosi e laici. Si chiude con l’annuncio decembrino della cancellazione del servizio di chirurgia dall’elenco di quelli garantiti dal poliambulatorio. E’ il marchio del 2007, l’anno delle attese e delle amarezze. Per fortuna, restano la speranza, il 2008 e gli anni a venire. Auguri.
 

Gianpaolo Iacobini

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