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L’anno delle grandi speranze e delle grandissime delusioni.
L’anno del nuovo vescovo, e della nuova giunta. L’anno delle
manette. Il 2007, l’anno che fu, comincia con l’addio di
monsignor Domenico Graziani: chiamato alla guida
dell’arcidiocesi di Crotone, il presule parte il 10 gennaio. La
Diocesi è affidata alle cure d’un amministratore apostolico.
Intanto, Cassano litiga sul teatro: riaperto dopo quasi venti
anni, è tenuto a battesimo da una feroce polemica sulle modalità
di gestione della campagna abbonamenti. Analogo scontro si
consuma sull’ipotesi di far di Sibari un patrimonio mondiale
Unesco. A marzo la cronaca si tinge di rosso: nei vicoli del
borgo antico l’ottantaduenne Luigi Perciaccante uccide a
pistolettate il genero, Giuseppe Calabrese. Arrestato dai
Carabinieri, si suiciderà in carcere. A scaldare gli animi, pure
le contrapposizioni sul piano di opere pubbliche del Comune: il
progetto di ristrutturazione dell’arena centrale non piace ai
residenti del quartiere, che occupano i cantieri bloccando
l’esecuzione dell’opera, ancor oggi incompleta. Sorte identica
tocca a tanti altri interventi. Emblematici il caso delle
strisce blu, l’ipotesi di pedonalizzazione di via monsignor
Occhiuto, la riqualificazione del centro servizi sibarita: i
permessi che non arrivano, la farraginosità della macchina
burocratica, le proteste di piazza (a volte di marciapiede)
paralizzano la buona volontà di Palazzo di città. Che, prudente,
tira il freno a mano e resta a guardare, aspettando che sia il
tempo a decidere. Ed il tempo che passa, scandito dai cronometri
della Granfondo della Sibaritide che ad aprile proietta Cassano
nell’Olimpo del ciclismo, corre veloce fino al 13 maggio, quando
la Diocesi ritrova il suo pastore in monsignor Vincenzo
Bertolone, siciliano mite e timido, dal polso fermo e dalle
grandi idee, che entra in Duomo tra due ali di folla. Arriva
giugno: Sibari s’esercita nelle prove tecniche di scissione, per
mano di un comitato che individua nell’autonomia amministrativa
la soluzione ad ogni male. Nello stesso mese, il Municipio viene
inserito nella comunità montana, al suon delle fanfare d’ogni
banda politica. Ne uscirà, ancor prima d’entrarvi, pochi mesi
più tardi, stavolta nel silenzio generale. Lo stesso che cala
sulla città all’alba del 10 luglio; gli unici a far rumore sono
gli sciami di Carabinieri che, su ordine della Procura
distrettuale antimafia, con 60 arresti stringono il cerchio
attorno al (presunto) clan mafioso diretto, secondo gli
inquirenti, dalla famiglia Forastefano. Sempre a luglio: durante
la terza edizione del festival cinematografico “Le notti dello
statere”, Sibari riceve la visita di Michele Placido. In
consiglio comunale la maggioranza salva dalla sfiducia il
presidente Antonio Golia e vara la nuova giunta: fuori gli
assessori Di Vincenzo, De Rose e Gioia, dentro Maffia, Pescia e
Iacobini. Agosto fa registrare le solite polemiche su Marina di
Sibari, un tentato omicidio per una lite tra giovani, la
scomparsa della formazione del Lattughelle dal panorama
calcistico. Settembre va in archivio con la visita di Emanuele
Filiberto di Savoia, Ottobre con la ripresa del dibattito sulle
ferriti di zinco, che stoccate illegalmente nei campi della
Piana, da anni attendono d’essere bonificate. A metà novembre,
senza grandi polemiche e praticamente all’unanimità, l’assemblea
consiliare vota le convenzioni per la realizzazione di due
parchi eolici. Due settimane più tardi, è tempo di storia, con
monsignor Bertolone che lascia la sua prima impronta nella vita
della Diocesi, organizzando un convegno sulla Parola di Dio, cui
partecipano oltre settecento tra sacerdoti, religiosi e laici.
Si chiude con l’annuncio decembrino della cancellazione del
servizio di chirurgia dall’elenco di quelli garantiti dal
poliambulatorio. E’ il marchio del 2007, l’anno delle attese e
delle amarezze. Per fortuna, restano la speranza, il 2008 e gli
anni a venire. Auguri.
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