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Nei prossimi gironi si conosceranno i progetti definitivi
relativi la realizzazione dei sottopassi ferroviari che
interessano il centro urbano di Sibari. A comunicare la notizia,
tramite il suo ufficio stampa, il sindaco di Cassano All’Ionio,
Gianluca Gallo. L’appuntamento, curato dalla società RFI (Rete
Ferroviaria Italiana), è previsto per giovedì 6 dicembre
prossimo e si svolgerà nei locali della Delegazione Municipale
di Sibari. All’incontro interverrà, tra gli altri, l’ingegnere
Calogero Parla, della direzione investimenti di RFI, il quale
illustrerà gli elaborati tecnici alla cittadinanza sibarita.
<<Il problema dei sottopassi di Sibari -evidenzia
l’amministrazione comunale- viene da lontano. Nel tempo,
infatti, a più riprese l’argomento è stato affrontato dalle
istituzioni competenti, ma mai risolto concretamente. Questa, si
spera, potrebbe e dovrebbe essere la volta buona, per risolvere
una volta per tutte i disagi causati dalle estenuanti attese
degli automobilisti, ai due passaggi a livello di Sibari, che
soprattutto durante il periodo estivo, quando il flusso di
traffico aumenta notevolmente, creano ingorghi e disservizi di
ogni genere per gli utenti della strada e per i cittadini di
Sibari>>.
Per onor di cronaca, ricordiamo che gli stessi abitanti della
frazione sibarita si oppongono alla realizzazione dei sottopassi
ferroviari. Infatti, volutamente è sorto un comitato cittadino
che in più occasioni ha fatto sapere di essere in netto
contrasto a tale progetto, il quale prevede la costruzione di
alti muri di contenimento. Secondo il comitato “Salviamo
Sibari”, se tale ipotesi dovesse concretizzarsi ciò
provocherebbe una ripartizione tra il centro urbano di Sibari e
le sue folte contrade, quali Spadelle e Bruscate, con la
conseguente ostruzione di alcune strade situate intorno ai due
passaggi a livello, in particolare quella che porta alla
parrocchia di San Giuseppe. A rafforzare le loro ragioni, il
comitato popolare si è subito movimentato sottoscrivendo una
petizione popolare, depositando presso il palazzo comunale le
1200 firme raccolte, a testimonianza della loro contrarietà
all’opera.
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