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Martedì 2 Gennaio 2007

 

UN MONDO DI PACE: QUAL E’, DOV’E’?
di Francesco FUSCA *
 
 

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il  ...

«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario,
perché ciò che è accaduto può ritornare,
le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre»
Primo LEVI


E’ affascinante ed amara al contempo la tematica di un Mondo migliore che vive in Pace, dentro la pratica di Giustizia e Legge alla pari nei Diritti e nei Doveri, in un contesto di Lavoro diffuso e co-partecipato, in nome e per conto soprattutto dei princìpi della Democrazia partecipata e della Solidarietà convinta ed illuminata.
Tra i Nobel per la Pace compaiono meravigliose figure luminose, le cui idee ed azioni hanno inciso nella Storia universale dell’Umanità, sistemando pietre miliari lungo l’aspra e tortuosa via del crescere e dello svilupparsi insieme nei Valori condivisi e diffusi -in Culture e nelle Civiltà- degli Uomini e Donne della Terra.
Tra queste, meritano un posto di riguardo Martin Luther King (1964), Madre Teresa di Calcutta (1979), Linus C. Pauling (1962), Albert Schwaitzer (1952)…
I riflettori li accenderemo però, soltanto su TERESA DI CALCUTTA che ci ha sempre suggestionati per la sua appartenenza al mondo albanese e alla grande diàspora del Popolo albanese nel Mondo.
La dispersione di un Popolo, che lascia la Terra d’origine e migra in varie direzioni geografiche, solo oggi -in tempo di bibliche migrazioni di Genti che si spostano soprattutto dal Sud al Nord della Terra- ci appare sicuramente nei suoi lati negativi (e su questi, ahimè!, insiste molto la peggiore, assai diffusa, TV-spazzatura, stampa-spazzatura, Internet-spazzatura…), ma anche e soprattutto nei suoi lati positivi e migliori: di avanzamento di Civiltà, nel meticciato, nel mischiamento e nell’incrocio tra razze umane diverse, che ‘il groviglio’ e il ‘bazar’ delle persone, delle idee e delle azioni comportano.
Verso una nuova ed inedita agorà, dunque: questa è la strada maestra della Società mondiale multi ma soprattutto inter: multietnica, multirazziale, multiconfessionale…; interculturale, intereconomica…
Ebbene, l’agorà del XXI secolo, che è più che mai oggi un enorme palcoscenico dove tutti gli attori dell’umanità sono diversamente consapevoli e differentemente coinvolti nell’Assemblea, si configura e di conseguenza si può rappresentare come un luogo spirituale d’incontro delle anime e dei corpi della migliore Umanità, positivamente e propositivamente vagante.
Pensieri erranti di persone nomadi che anche fisicamente portano, nei vari punti del Pianeta, tradizioni, usi, costumi, pensieri, lingue, civiltà, economie…
In questo scenario recente, che però porta già nel DNA i tristi segni e i codici
del travagliato e sanguinario XX secolo, Teresa di Calcutta (1910 - 1997) opera,  spostandosi dall’Albania del suo luogo natìo Skopje verso le parti più povere e martoriate della Terra, con un segreto e un sogno: riattivare concretamente -anche sulla scia luminosa dell’operato di San Francesco- la sopìta dedizione umana alla miseria e alla povertà che attanagliano milioni e milioni di persone della Terra.
Il Suo peregrinare nell’indigenza e nei Diritti umani negati e calpestati, testimoniando una dedizione agli altri senza fine dolce e persuasiva, diviene famoso prima con il ‘documentario’ Qualcosa di bello per Dio (1969) e poi con un libro, che porta lo stesso titolo del documentario, nel 1971, di Malcom Muggeridge.

 

* Ispettore tecnico – Dirigente, Ministero P. I.

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