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Era stato sottoposto a sequestro nel 2004, nell’ambito
dell’inchiesta “Ionio pulito”, poiché si sospettava contribuisse
a causare l’alterazione chimica dei canali in cui si riversavano
le sue acque. Ieri mattina, ultimati gli accertamenti e
verificato il ripristino della perfetta funzionalità, è stato
dissequestrato e restituito al Comune, suo legittimo
proprietario.
In cronaca finisce la storia del depuratore posto a servizio del
porto turistico e delle migliaia di villette e vacanzieri
dell’area. L’8 agosto di tre anni fa era stato posto sotto
sequestro dalla Guardia Costiera e dai Carabinieri in esecuzione
di un decreto emesso dal sostituto procuratore Baldo Pisani. Era
la stagione di “Ionio pulito”: il depuratore sibarita venne
sigillato per l’eccessiva, anomala presenza di cloro nelle acque
in uscita dall’impianto dopo il trattamento degli scarichi
fognari, così minando <<l’equilibrio chimico dei canali usati
per lo smaltimento delle acque reflue>>. Ieri mattina, la
struttura è stata riconsegnata al Comune di Cassano, che l’aveva
comunque fin qui gestita, curandosi di sanare fin da subito le
anomalie riscontrate. L’ente è stato tuttavia chiamato ad
assicurare il rispetto di una precisa prescrizione: dotarsi
della necessaria autorizzazione allo scarico. Adempimento al
quale, fanno sapere i tecnici comunali, il Municipio ha già
ottemperato, essendo da tempo in possesso della richiamata
autorizzazione, rilasciata per competenza dalla Provincia di
Cosenza.
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