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Lasciate
la barca voi che andate per mare: è nuovamente insabbiato, e
pertanto interdetto alla navigazione, il dispettoso rigagnolo
biondo che unisce allo Ionio le darsene dei laghi di Sibari.
Sulle sue acque si cammina da un paio di settimane, sia pur con
gli stivali altezza coscia, da quando una violenta mareggiata,
complice la gran massa di detriti trascinati in mare dal vicino
fiume Crati, ha alzato un muro di ghiaia all’ingresso del canale
sibarita.
La conferma dell’attuale stato di cose viene dal numero uno
dell’associazione “Laghi di Sibari”, ente garante della
sicurezza della navigazione lungo lo Stombi. <<La profondità
della foce del canale – spiega il presidente Nunzio Masotina – è
tornata ad un metro e mezzo. Troppo poco, per consentire il
transito delle barche a vela o quello contemporaneo di due
natanti a motore>>. È stato pertanto disposto lo stop alla
navigazione, sulla scorta dell’ordinanza con cui nel luglio del
2005 la Guardia Costiera disciplinò la navigazione lungo lo
Stombi: a far scattare l’interdizione basta la semplice
comunicazione dell’associazione “Laghi di Sibari”. Non saranno
pertanto necessari ulteriori provvedimenti: il divieto perdurerà
fin quando la stessa associazione, a seguito degli
indispensabili lavori di dragaggio, non ufficializzerà
l’avvenuto ritorno alla normalità. Al riguardo, Masotina
annuncia: <<Siamo entrati nella stagione delle mareggiate. I
fondi disponibili sono pochi, e degli interventi strutturali
strombazzati dalla Regione Calabria non v’è traccia.
Difficilmente si può pensare ad una riapertura prima di
Pasqua>>. <<Per quanto ci riguarda – informa Palazzo di città –
la navigabilità del canale è preclusa solo dalle pessime
condizioni meteomarine. Stiamo già concordando con la Provincia
l’ammontare del finanziamento che ci permetterà di procedere al
dragaggio per i prossimi mesi. A breve, inoltre, convocheremo
una conferenza di servizi per valutare le effettive intenzioni
della Regione in merito al pure annunciato prolungamento dei
moli>>.
Morale della favola: il divieto di navigazione sarà temporaneo,
sebbene affatto breve, ma sulle acque del placido Stombi si
stagliano minacciose le ombre dei ritardi che caratterizzano gli
interventi infrastrutturali promessi dalla Regione. Avrebbero
dovuto concretizzarsi, già da tempo, nel prolungamento dei moli
del canale, per una spesa complessiva di oltre tre milioni di
euro, due dei quali già disponibili ed un terzo da ritagliare
nelle pieghe del bilancio. Un’ipotesi rimessa in discussione nei
giorni scorsi dall’assessore regionale ai lavori pubblici, Luigi
Incarnato, che ha sottolineato l’inesistenza <<di un progetto
esecutivo idoneo a risolvere definitivamente il problema
dell’insabbiamento>>. <<Non è vero>>, ribatte però Masotina.
<<La Regione ha acquisito, integrato ed approvato il progetto
Matteotti, che prevede proprio il prolungamento dei moli del
canale>>.
Come che sia, lo Stombi resta navigabile a stagioni alterne. In
quella invernale, si passa solo a piedi.
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